mercoledì 30 dicembre 2015

La canzone d'autore italiana in cinque concerti



Continua a gennaio, il programma della quindicesima edizione della rassegna Le mani e l’Ascolto promossa dall’associazione culturale Fondo Verri di Lecce. 

Alessio Lega

Il 2, 3, 4, 5, 6 gennaio saranno dedicati a “Cento anni di canzone d’autore in 5 concerti”, la storia della canzone italiana cantata e raccontata da Alessio Lega e dai suoi ospiti: Max Vigneri, Pierpaolo Lala, Dario Muci, Massimo Donno, Andrea Rizzo - accompagnati da Guido Baldoni al pianoforte e alla fisarmonica.
Un’impresa mai tentata prima: oltre 100 brani, eseguiti rigorosamente dal vivo, da un interprete che li ha selezionati nel meglio della produzione storica della canzone d’autore italiana. Cinque concerti unici, tutti diversi dipanano così una storia indimenticabile e mai cantata tutta assieme. Un incredibile spettacolo a puntate che dopo Milano, Reggio Emilia, Santarcangelo di Romagna, Bologna, Alessandria, Torino (ospitato in uno dei locali mitici della musica: il Folk Club del compianto Franco Lucà) giunge a Lecce per questa speciale edizione de Le Mani e l’Ascolto.
Alessio Lega cantautore (con 6 dischi e centinaia di concerti all’attivo, Targa Tenco 2004) e storico della canzone (un libro e decine di articoli) dipana il filo della memoria del ‘900, eseguendo dal vivo in versione integrale e raccontando la storia degli indimenticabili capolavori e di qualche perla nascosta della musica italiana d’autore. La direzione sonora è del maestro Guido Baldoni che, con piano e/o fisarmonica, riveste e armonizza fra loro 100 anni di splendide melodie e mode musicali.

La chiusura della rassegna il 7 gennaio con l’ensemble “South-east medical band” guidata da Marcello Costantini.

Come consueto protagoniste della rassegna in apertura di serata anche le scrittura e la lettura. Il 2 gennaio due gli autori ospiti con due romanzi freschi di stampa: Paolo La Peruta con “Senza pace” (Manni) e Giuseppe Cristaldi con “Nel nome di ieri” (Besa); il 3, sarà la volta delle pagine di “vado a Lecce” (Kurumuny) di Franco Ungaro, ospiti della serata la senatrice Barbara Lezzi, Stefano Cristante e Osvaldo Piliego; il 4, Antonella Screti leggerà dal suo "Storia della Raidha e la chiesetta" racconto edito da Musicaos ed. Il 5, Rocco Boccadamo presenta la sua raccolta “Anita detta Nnita” (Psagine) e il 6, Laura Rizzo, “Canzoni a manovella. Vinicio Capossela” saggio edito da Arcana. La chiusura il 7 gennaio con la poesia di Elio Coriano in scena con Stella Grande e Vito Aluisi per “A nuda voce” (Musicaos:ed)

L’inizio delle serate alle 19.30

La rassegna “Le Mani e l’Ascolto” è realizzata con il sostegno dell’Amministrazione Comunale della Città di Lecce; l’Associazione Presìdi del Libro, Cantine Bonsegna Nardò e Merico pianoforti.


Il programma delle serate

La storia della canzone italiana cantata e raccontata
da Alessio Lega e dai suoi ospiti. Pianoforte e fisarmonica Guido Baldoni

2 gennaio
I libri - Paolo La Peruta, letture da “Senza pace” (romanzo), Manni
Giuseppe Cristaldi, letture da “Nel nome di ieri” (romanzo) Besa

La musica - Alessio Lega e Guido Boldoni con Max Vigneri
I - Da Napoli a Modugno: la radice mediterranea.
Dalla canzone napoletana al primo cantautore

Il primo appuntamento collega la tradizione napoletana di fine ‘800 con il fiorire delle composizioni italiane nei café chantant della Bella époque di una nazione neonata. Un omaggio a Roberto Murolo e Sergio Bruni i più rigorosi interpreti del repertorio napoletano di Bovio o Di Giacomo. Seguito a ruota da un omaggio all’indimenticabile Milly, che rese popolari in televisione con una versione sobria e antiretorica, le canzoni italiane del primo ‘900. Lo swing di Carosone traghetta Napoli nel dopoguerra. Sanremo 1958, “Volare O-O” trionfa in Italia e in America rendendo celebre nel mondo un attore, poeta e cantante: Domenico - Mimmo - Modugno.
La rivoluzione di “Volare” rompe col “bel canto” e porta in primo piano una voce popolare, gutturale, nutrita della cultura orale dei cantastorie del sud. Modugno è da allora considerato uno dei più grandi artisti della penisola, prima che la parola “cantautore” definisse colui che scrive e canta i propri versi

3 gennaio
Il libro - Franco Ungaro, letture da “vado a Lecce” (raccolta di scritture), Kurumuny. Intervengono la senatrice Barbara Lezzi, Stefano Cristante e Osvaldo Piliego.

La musica - Alessio Lega e Guido Boldoni con Pierpaolo Lala
II – Fra Torino e Milano: dal Canta-Swing al Canta-Cronache. Buscaglione, Jannacci, Endrigo

Lo swing e il jazz - osteggiati dal fascismo - si erano timidamente già affacciati nella musica italiana attraverso Natalino Otto e il Quartetto Cetra. Qualche anno dopo la guerra diventano attrezzi poetici di una ribellione alla canzone retriva e melodica. Fred Buscaglione costruisce un irresistibile personaggio che celebra e ironizza il mito americano, con un successo enorme interrotto da una tragica fine. Negli stessi anni un gruppo di intellettuali torinesi (fra i quali il grande narratore Italo Calvino) scrive e pubblica col nome collettivo di Cantacronache un pugno di canzoni che fondano la moderna canzone d’autore italiana, poetica e impegnata. L’ambiente discografico e teatrale milanese raccoglie questi stimoli attraverso due straordinari autori: uno figlio di immigrati pugliesi e voce della sua città, Enzo Jannacci, l’altro esule istriano ed eterno straniero: Sergio Endrigo.
Jannacci porta un vento di lucida follia, di intelligente “nonsense” dai cabaret notturni alla poesia cantata. Schizofrenico e inimitabile, il medico-pianista amante del jazz collabora anche col futuro premio nobel Dario Fo. Timido e introverso Endrigo unisce straordinarie intuizioni melodiche – suoi alcuni dei più clamorosi successi degli anni ’60 – a un amore profondo per la poesia cantata, col poeta brasiliano Vinicius de Moraes e con Gianni Rodari firma anche canzoni per bambini.

4 gennaio
Il libro - Antonella Screti, "Storia della Raidha e la chiesetta" (Racconto) Musicaos ed:

La musica - Alessio Lega e Guido Boldoni con Dario Muci
III – Arrivano i cantautori: da Genova a de André, Lauzi, Tenco, Bindi.
Omaggio a Fabrizio de André

Primi anni ’60, il “Boom economico”, l’Italia diventa benestante e la cultura non è più appannaggio di pochi. Proprio in questo periodo però si diffondono fermenti esistenziali e sociali che chiedono alla canzone di non essere più solo ritmo ed evasione. Le parole sono importanti e vanno ascoltate. Nasce il termine “cantautore” che designa una nuova generazione di autori-interpreti che sviluppano nelle loro canzoni una poetica personale che si accorda alla loro voce. In questa prima fase la città di Genova è il punto di partenza di Umberto Bindi, Bruno Lauzi e Luigi Tenco. Proprio il suicidio di quest’ultimo al festival di Sanremo del ’67 apre drammaticamente il tema del contrasto insanabile fra canzone poetica e canzone commerciale.
La parte più consistente di questo concerto è dedicata al genio di Fabrizio De André - un altro genovese  - che riadattando i modelli della canzone francese fa compiere uno straordinario balzo in avanti alla musica italiana. In quasi 40 anni di attività, quest’artista pervaso da un’inquietudine insaziabile e da un’ansia di costante  rinnovamento, resta sulla cresta dell’onda, senza apparire in televisione e nei festival nazional-popolari. A quasi tre lustri dalla sua scomparsa, è il punto di riferimento condiviso dei cantautori italiani di tutte le generazioni.

5 gennaio
Il libro - Rocco Boccadamo, letture da “Anita della Nnita”, Spagine (racconti)

La musica - Alessio Lega e Guido Boldoni con Massimo Donno
IV – Fra il Folkstudio e il West: percorsi degli anni ’70
Guccini, De Gregori, Gaber, Dalla, Vecchioni

La canzone degli anni ’60 è di ispirazione francese, negli anni ’70 si impone il modello americano di Bob Dylan e del Rock Progressivo, contaminato con la ballata popolare. Cambiano i costumi, le usanze, i rapporti e la fruizione della musica: grandi palazzetti dello sport gremiti per autori poetici, sensibili, impegnati che non mirano più al singolo successo. Cambia soprattutto il linguaggio delle canzoni, che diventano pagine di un diario collettivo personalissimo e indecifrabile come per l’“ermetico” De Gregori o per le fluviali affabulazioni del cantastorie Guccini. Giorgio Gaber, già fantasista televisivo, coraggiosamente intraprende una strada che sarà ribattezzata “Teatro Canzone”: canzoni/monologhi che sviluppano una feroce critica al pensiero dominante e ai vizi esistenziali degli italiani. Il bolognese Lucio Dalla, attraverso gli album sperimentali scritti col poeta Roberto Roversi, giunge a uno stile originalissimo, modellato sulla sua vocalità, che lo porta ai vertici della produzione pop d’autore. Roberto Vecchioni, il “professore”, è creatore di favole contemporanee, nei suoi testi un sottostrato fortemente letterario si mescola a una vocazione popolare e distesa.

6 gennaio
Il libro - Laura Rizzo presenta “Canzoni a manovella. Vinicio Capossela” (saggio) Arcana

La musica - Alessio Lega e Guido Boldoni con Andrea Rizzo
V – Percorsi solitari: la canzone d’autore nell’anno 2.000.
Piero Ciampi, Paolo Conte, Franco Fanigliulo, Rino Gaetano, Edoardo Bennato, Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, Ivano Fossati, Max Manfredi, Marco Ongaro, Vinicio Capossela.

Piero Ciampi è un outsider ribelle e autodistruttivo, rimasto nell’ombra in vita, riscoperto postumo e considerato ai vertici della poesia cantata. Paolo Conte, autore di successo per altri, schivo e indefinibile, con una squisita musicalità e una poetica nutrita d’esotismo, diventa una star internazionale riportando dai centri urbani alla provincia un mondo poetico fatto di paesaggi, di sogni e mezze tinte.
Ma la canzone d’autore è anche una storia di meteore: artisti complessi, outsider ed eclettici o cantori di successo scomparsi troppo presto. Fanigliulo che travolse Sanremo nel 1979, Rino Gaetano costantemente citato e riscoperto, Bennato che faceva ironia proprio sul ruolo del cantautore, ma anche il percorso appartato e rigoroso degli emiliani Lolli e Bertoli.
Gli ultimi anni del ‘900 – nonostante la crisi discografica e la perdita d’identità dei generi – hanno trovato la canzone d’autore ancora in forma col sorgere della stella di Vinicio Capossela o il tardivo successo di Ivano Fossati. Un pugno di cantautori di grande levatura, assenti dai grandi media, traghettano il linguaggio della canzone d’autore nel nuovo millennio.

 

7 gennaio
Il libro - Elio Coriano con Stella Grande e Vito Aluisi recital da “A nuda voce”, (poesia) Musicaos:ed
Musica – L’Ensemble “South-east medical band” guidata da Marcello Costantini.