martedì 5 gennaio 2016

L'ultima puntata dell'antologia sulla canzone d'autore proposta da Alessio Lega



Quinta e ultima serata dedicata a “Cento anni di canzone d’autore in 5 concerti”, la storia della canzone italiana cantata e raccontata da Alessio Lega e dai suoi ospiti, nell’ambito della rassegna “Le Mani e l’Ascolto” promossa dal Fondo Verri di Lecce.
 
La copertina del libro di Laura Rizzo edito da Arcana
Mercoledì 6 gennaio, alle 19.30, l’apertura della serata è dedicata alla scrittura con la presentazione del saggio di Laura Rizzo “Canzoni a manovella. Vinicio Capossela” edito da Arcana.
Nel libro genesi, costruzione ed esito finale di una produzione fondamentale nella discografia di Capossela, "Canzoni a manovella", pubblicato il 6 ottobre di quindici anni fa. Un’opera che squarcia il Duemila. Céline, un colpo di cannone futurista, Jarry e la patafisica evocano un mondo "un po' perduto, fatto di cose irreali o scomparse: una sorta di Ziegfeld Follies sottomarina, una ciurma in bottiglia", suonando a perdifiato grancasse sinfoniche, piani chiodati a rullo, trombe a grammofono, onde martenot, ululatori e stropicciatori a valvola, orchestrioni, violini a tromba, cilindri, sollevatori bulgari e aerostatici per realizzare una manciata di canzoni ballabili e indimenticabili. Un disco di cose che vengono dal profondo, fabbricato con mezzi espressivi più leggeri dell'aria, capace di raccontare un secolo mentre se ne apre un altro. Un regalo "ai molti temerari che si sono succeduti e buttati, ai molti oggetti in via d'estinzione, ai molti saloni che patiscono il silenzio di milioni di canzoni".

Alessio Lega

A seguire la musica con l’ultimo “capitolo” il quinto, del concerto-antologia di Alessio Lega e Guido Boldoni dedicato alla canzone italiana. Ospite della serata Andrea Rizzo. “Percorsi solitari: la canzone d’autore nell’anno 2.000. Ciampi, Conte, Fanigliulo, Gaetano, Bennato, Bertoli, Lolli, Fossati, Manfredi, Ongaro, Capossela” il titolo.
Piero Ciampi è un outsider ribelle e autodistruttivo, rimasto nell’ombra in vita, riscoperto postumo e considerato ai vertici della poesia cantata. Paolo Conte, autore di successo per altri, schivo e indefinibile, con una squisita musicalità e una poetica nutrita d’esotismo, diventa una star internazionale riportando dai centri urbani alla provincia un mondo poetico fatto di paesaggi, di sogni e mezze tinte.
Ma la canzone d’autore è anche una storia di meteore: artisti complessi, outsider ed eclettici o cantori di successo scomparsi troppo presto. Fanigliulo che travolse Sanremo nel 1979, Rino Gaetano costantemente citato e riscoperto, Bennato che faceva ironia proprio sul ruolo del cantautore, ma anche il percorso appartato e rigoroso degli emiliani Lolli e Bertoli. Gli ultimi anni del ‘900 – nonostante la crisi discografica e la perdita d’identità dei generi – hanno trovato la canzone d’autore ancora in forma col sorgere della stella di Vinicio Capossela o il tardivo successo di Ivano Fossati. Un pugno di cantautori di grande levatura, assenti dai grandi media, traghettano il linguaggio della canzone d’autore nel nuovo millennio.


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