martedì 28 marzo 2017

Nicolangelo Barletti al Fondo Verri






Venerdì 31 marzo, alle 19.30, al Fondo Verri verrà presentato “Tecniche di Galleggiamento” romanzo di Nicolangelo Barletti edito da Lupo, con l’autore Giovanni Invitto, Franco Ungaro, Davide Barletti, Mauro Marino.



Per scelta erede mancato di una stirpe di prestigiosi avvocati leccesi, dopo una gioventù nutrita di velleità "rivoluzionarie" Nicola ha trovato la sua collocazione e una certa fama di pesce-pilota - del gusto, della critica, della "cultura" - nella direzione della rivista Trend, impegno che gli ha consentito di declinare il posto di professore associato ottenuto con scarsa limpidezza in una università romana. L'erudizione ostentata, ma soprattutto i coltivati virtuosismi della sua dialettica hanno nutrito in lui il cinismo, il tratto cortese, l'astuzia, il dispotismo e quel certo dandismo necessari a imporsi in una società sempre più disincantata e corrotta nella quale il successo si traduce in compiaciuto predominio. A Nicola è infatti sempre mancata la "volontà ardente" che gli avrebbe consentito di mantenere vivi nel tempo gli ideali intravisti, e questa oscura consapevolezza agita il suo animo di un senso di incompiutezza, di rimpianto per il non vissuto, che gli rendono fascinosa la dissoluzione - di sé e degli altri - e gli fanno corteggiare la morte. Poiché (come dice Flaiano), se l'imperativo è il socratico «conosci te stesso», non di rado diventa poi impossibile vivere insieme con se stesso, una volta raggiunto l'obiettivo. È nelle pagine del diario di Nicola che sua sorella Silvia rintraccia le tappe del percorso che sospinge il fratello - ormai sessantenne - verso una sorta di liberatorio riscatto dopo una vita tormentata da profonde crepe interiori, dal vuoto dell'anima e dall'orrore di una solitudine che trova le sue radici nelle dinamiche familiari e in "tradimenti" che, prima di essere di altri, sono stati del proprio Sé più autentico. E nelle faticose memorie di Nicola si manifesta forse per la prima volta uno spietato ma finalmente sincero dialogo con questo Sé e con le figure fondamentali nella sua esistenza, per riconoscersi frutto e complice di un'epoca che ha imboccato la via del degrado con la morte delle ideologie e di un contesto che abbandonandosi a un vacuo edonismo si è consegnato alla corruzione che regna sovrana dal suo trono di inattaccabile indifferenza.

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