lunedì 8 giugno 2015

Agostino Aresu al Fondo Verri



Mercoledì 10 giugno l’attore Agostino Aresu
presenta al Fondo Verri, “Palau Palau” di e con Agostino Aresu
inizio dello spettacolo ore 21.30

 
Agostino Aresu

Palau Palau è uno spettacolo sulla trasformazione dei luoghi: dei paesi come delle città, delle coste
come delle campagne, dei quartieri come delle strade. Partendo dai racconti d'infanzia di un bambino, si ripercorre la storia di un paese, di un rione e di un crociale di vie in particolare, dove il protagonista incontra i suoi coetanei, tutti i vicini delle case intorno e attraverso il gioco e l'avventura viaggia da un rione all'altro per scoprire il paese, la vita. Dalle parole e dal suono prendono vita i personaggi, sospesi in uno spazio fisico e immaginario, si materializzano le voci e le frasi nella lingua del luogo, il gallurese, e il racconto diventa immagine e movimento. E' un periodo di trasformazione per il nord Sardegna, il turismo sta facendo prepotentemente il suo ingresso e il paese e i dintorni diventano, agli occhi del bambino, una Costa Smeralda in miniatura. Egli vede trasformare i luoghi della sua infanzia in un campo bombardato da mine che una ditta edile aveva posto in essere per scavare un terreno, prima luogo di giochi e scorribande e poi diventato complesso edilizio di appartamenti e negozi turistici. Una cartolina “dolceamara”, cruda e innocente come nella visione di un bambino, che parlando di sé racconta di un luogo, di un paese, di una zona che in pochi anni è diventata meta del turismo di massa, passando dalla strada bianca all'asfalto, da una catàddhara a Costa Smeralda. "Primma lu paesi era unu stagnu… primma di l’asfaltu, primma di divintà campu sportivu e primma ancora di divintà parcheggiu… E lu stagnu era stagnu primma di tuttu! E lu stagnu… divintàa mari."


Lunedì 22 giugno al Fondo Verri Agostino Aresu (regista), Daniela Diuirisi (artista sonora) e Arianna Fumagalli (artista visiva) presentano “Viaggio Invisibile – Odissea Visionaria” un progetto artistico multidisciplinare che ha preso forma attraverso azioni di arte relazionale e partecipata che continuano ad essere alimentate.

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