lunedì 7 marzo 2016

Tre sere di musica al Fondo Verri



Tre giorni di musica al Fondo Verri

Giovedì 10 marzo, alle 20.00, al Fondo Verri
Tappa leccese per il tour di Laporte / Barbagallo / Bernè.

Laporte / Barbagallo / Bernè.
La musica del trio formato da Jean-Francois Laporte (da Montreal, strumenti analogici autocostruiti in feedback), Carlo Barbagallo (da Siracusa, chitarra e elettronica) e Emilio Bernè (da Torino, batteria) è un muro di suono quello proposto dal trio Laporte, Barbagallo e Bernè; materia tangibile, al confine tra free jazz, noise e rock, nel solco della tradizione sincretica dell’avanguardia sperimentale. In occasione del tour che vedrà i tre attraversare l'Italia da Torino alla Sicilia, l'etichetta indipendente Hysm? ha realizzato una edizione in tiratura limitata della prima registrazione del trio (ascoltabile qui: https://soundcloud.com/comet2013/sets/lbb-laportebarbagalloberne/ )

Venerdì 11 marzo, alle 20.00, al Fondo Verri
Il concerto di Andrea Rizzo, AR10, cantautore

AR10 - Andrea Rizzo

AR10 è il progetto artistico-cantautorale di Andrea Rizzo. «Le prime canzoni si sono scritte da sole, come urlo di non-senso per una storia d’amore finita prima dell’eternità. Le canzoni seguenti nascono accostando “casualmente” una chitarra acustica al quaderno su cui avevo annotate alcune “parole urgenti”, riflessioni che necessariamente affiorano e cercano una forma che le esprima, quando si inizia a guardare oltre, quando l’inquietudine è un dovere e l’isolamento non più il premio».

Sabato 12 marzo, alle 20.00, al Fondo Verri
Il concerto di Alfredo Ronzino, cantautore che presenta UNO

Alfredo Ronzino

““Uno” è la rappresentazione della vita. E' un'interpretazione della vita stessa. E' un disco le cui canzoni tracciano sentieri di riflessione e comprensione dell'esistenza. Non si tratta di una speculazione attorno ai temi centrali della filosofia, quanto di una vera e onesta esperienza vissuta sulla propria pelle. La proposta di senso attinge alle grandi realizzazioni dell'umanità: dal meccanismo degli specchi esseni all'amore senza condizioni, dalla pura ricerca del vero al significato della morte. Esiste persino una perdita del senso, come se si penetrasse il mistero della vita proponendo parossistiche soluzioni. C'è senso, ma non c'è senso. C'è volontà, ma non c'è volontà. Persino sulla consapevolezza, che di sé tutto permea, sorgono dei dubbi. Si viene dal nulla, si va verso il nulla. In questa assurda certezza si compie il gioco della vita che si fa musica, si fa canzone. Non per tediare, ma perché ci si possa muovere tutti allo stesso ritmo, anche se solo per tre minuti. Ve lo consiglio. Non perché l'ho fatto io: solo perché a me piace”:

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