martedì 3 giugno 2014

"Ura" Hasa&Mazzotta




 
La copertina di Ura
Giovedì 5 maggio, alle 20.30 al FV
Redi Hasa e Maria Mazzotta

presentano “Ura”

Ecco per Finisterre il progetto discografico di uno straordinario duo che vede la straordinaria voce della salentina Maria Mazzotta intrecciarsi abilmente con le corde del violoncello di Redi Hasa.
“Ura” - significa “ponte in albanese e “adesso in salentino - porta alla luce i legami possibili tra i repertori che navigano attraverso l’Adriatico unendo i Balcani e i Carpazi con le regioni del Sud dell’Italia.
La voce di Maria Mazzotta si muove leggera e ricca di mille sfumature tra le lingue musicali delle due sponde mentre le note di Redi Hasa propongono, ogni volta, una e mille soluzioni possibili alle melodie tradizionali.

Il primo brano, originale, ci introduce a questo universo sonoro con sfumature “Del cielo e della terra”, come recita il titolo. “Maria” è invece cantata in griko, la lingua delle antiche comunità grecaniche della Puglia e ci porta facilmente alla melodia montenegrina di “Sladjano Moje”. Ma è in “Ederlezi” che il duo raggiunge uno dei suoi apici artistici. Questo brano della tradizione rom, eseguito da numerosi artisti internazionali, è qui interpretato nella sua forma più pura. Il vibrato della voce di Maria e le armonie di Redi ci portano direttamente nel pieno di una carovana e nelle sue magie notturne. Di questo brano è stato realizzato il primo video promozionale del progetto disponibile sul canale youtube della Finisterre e all’indirizzo http://vimeo.com/user26081475
“Ohri” è una composizione originale per violoncello solo e dalle sue note discende il ritmo che ci conduce in Tracia per “Tou Margoudi”, brano tradizionale tra i più importanti di quella regione-ponte. Si torna in Italia per “Cicerenella”, popolarissima tarantella del Settecento che Maria riesce a trasformare in un gioco vocale molto efficace che rende il brano una piece di commedia dell’arte contemporanea. Ritmo di danza frenetica e voce tra le corde nel “Krivo horo” della tradizione bulgara. Un intreccio complesso reso semplice dalla perfetta armonia delle parti. Il canto tradizionale albanese “Kno mi qyqe” e il celebre scioglilingua rumeno “Dumbala dumba” completano questo progetto discografico che getta un ponte tra mondi musicali lontani ma incredibilmente vicini.

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