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sabato 25 dicembre 2021

Semeraro, Goffredo e Bartolo al Fondo Verri



Le Mani e l'Ascolto_Ventunesima edizione
Domenica 26 dicembre, ore 20.00 -
[Per “Senti che bella questa. I poeti e la poesia detta”]
Giuseppe Semeraro e Leone Marco Bartolo
“Da qui a una stella… L’infinito scritto sul corpo”, AnimaMundi 2021
Presenta e dialoga con l’autore Dario Goffredo.
A seguire
LEONE MARCO BARTOLO in C Y B E R F O L K
“Da qui a una stella… L’infinito scritto sul corpo” è un libro di poesia che parla di corpo e della sua meravigliosa imperfezione.
Scrive l’autore: “Per me la voce viaggia insieme alla scrittura. Quando scrivo non penso solo alla pagina o al libro ma alla voce e a tutte le corde del mio corpo. Tuttavia sono convinto che alcuni testi sono più adatti alla pagina e a un rapporto di forte intimità con il lettore. In questo atto performativo ho scelto dal libro e cucito con una sottile drammaturgia i testi che ritengo più adatti all'oralità e alla voce. In questo rito mi accompagna il chitarrista e compositore Leone Marco Bartolo”.
***
C Y B E R F O L K è quel tipo di folk che non ti aspetti, vecchio ma nuovo. Irriverente ma rispettoso. Leggero ma impegnato. Tragico ma
divertente
. Tutto suonato e cantato nel presente, looppato e scratchato dal passato e con l'audio laggato nel futuro, con tanti sinceri imbrogli, parole per riflettere e divertirsi, ritmi per ballare e tutta l'energia di Leone Marco Bartolo, futuro anziano cantore siciliano.
Ingresso con GreenPass
Posti limitati si consiglia la prenotazione al 327 3246985

lunedì 20 dicembre 2021

Senti che bella questa... rassegna di poeti e di poesia detta

 


Regione Puglia
Associazione Presidi del Libro
Amministrazione Comunale di Caprarica di Lecce

Associazione Culturale Fondo Verri
Polo BiblioMuseale
Biblioteca Nicola Bernardini Lecce 

“Senti che bella questa…”
rassegna di poeti e di poesia detta - Prima Edizione

Caprarica di Lecce, 18 - 22 dicembre 2021
Lecce, 19 dicembre 2021 -3 gennaio 2022

 

“La poesia talvolta ci fugge innanzi”

Paul Celan

 

C’è verità nella poesia? È banalizzata la poesia nel ricordo che ne abbiamo; materia scaduta nella realtà che non la ama, che non ama la libertà dei poeti, solo pochi l’accolgono, la traducono nel battito della vita…

“Senti che bella questa…”, rassegna di poeti e di poesia detta il Fondo Verri, Presidio del libro di Lecce, continua la linea di ricerca legata alla scrittura contemporanea con un ciclo di appuntamenti dedicati all’oralità, alla poesia detta e cantata. La poesia come luogo, utopico, ma pur sempre realissimo, di un possibile incontro con la realtà e con l'altro.

Un ciclo di recital promossi dall’Associazione Presidi del Libro - in collaborazione con l’Associazione Culturale Fondo Verri, l’Amministrazione Comunale di Caprarica di Lecce, la Biblioteca Nicola Bernardini di Lecce da dedicare - alle voci emergenti della poesia contemporanea salentina e pugliese.

L’appuntamento a Caprarica di Lecce è per mercoledì 22 dicembre 2021, ore 20.30, negli spazi dell’Auditorium Cantieri ActionAid (Villa Comunale), nell’ambito della tradizionale Fiera di Santa Lucia e in concomitanza con l’affissione, dal 18 dicembre, per le strade della Città dell’Olio, della collezione di Manifesti di Poesia realizzati in occasione della mostra “Verri Antonio Leonardo. Una stupenda generazione”.

“Senti che bella questa…”, rassegna di poeti e di poesia detta ospiterà a Caprarica di Lecce, le performance di tre poeti interpreti di tre diversi modi di declinare la parola poetica: quello tutto al femminile di Claudia Di Palma, che leggerà dal suo ultimo libro “Atti di nascita” pubblicato nel 2021 dalle edizioni Minerva; quello sospeso tra spirituale e materiale di Luca Imperiale che trarrà i suoi versi dall’inedito “Pensieri sconnessi di un balordo” e quello graffiante di Massimo Pasca che presenta il recital concerto “Voce del verbo spoken”. 

Claudia Di Palma con il suo “Atti di nascita” (Edizioni minerva, 2021) indaga nel nostro contemporaneo ormai al collasso etico e ideale, “sommerso dai rifiuti, dalla miseria, dagli invisibili”, interrogandosi sulla condizione dell’umano: “Se il volto dell’uomo assomiglia sempre più a una busta di plastica contenente spazzatura, anziché essere l’immagine del cielo, diventa fondamentale – afferma - non solo il chiedersi chi siamo, ma: chi non siamo ancora? chi possiamo diventare?”.

Luca Imperiale è al suo esordio poetico con “I giorni dell’ombra. Diario degli occhi disarmanti” silloge edita da Musicaos, mossa da un impianto filosofico puntellato di solide basi teoriche, che unisce la scrittura poetica al pensiero filosofico, spaziando dall’umano al divino. Una scrittura, la sua, che prende in prestito gli oggetti della consuetudine cercando di elevarli al tono del canto alato, far ascendere la quotidianità di tutti a registro alto, dar voce alla materia per incastonarla nella versificazione che dà vita e dignità alle cose talmente familiari da apparire inutili, ripetitive, noiose

 

“Voce del verbo spoken” è il nome del primo lavoro solista di Massimo Pasca e nasce dalla sua passione per la poesia orale e la frequentazione di diversi slam poetry in giro per l'Italia.

L’ album presenta una scrittura ritmata e poetica, visionaria, difficile da riscontrare in ambito reggae ma con lo sguardo verso questo genere e collocabile come approccio al dub poetry di matrice inglese. Massimo Pasca è anche l'autore della copertina essendo di mestiere un illustratore. L’album, realizzato in collaborazione con il Cotriero di Gallipoli, esce per l’etichetta Linfa del bassista Emanuele Flandoli che ha curato anche la produzione artistica. Le batterie sono state suonate da Antonio “Dema”, i fiati da Giovanni Chirico e Lorenzo Lorenzoni. Il tutto è stato masterizzato da Ciro “Princevibe” Pisanelli.

*  *  * 

Letture pubbliche di poesia, più o meno seguite da un vasto pubblico, ci sono sempre state e sempre ci saranno; ma accade solo in determinati ed imprevedibili momenti storici che i poeti, servendosi dell’oralità, siano indotti a sperimentare nuove soluzioni espressive, a saggiare la resistenza del mezzo, a verificare limiti e possibilità. “Senti che bella questa…” si costruisce di atti che mischiano la naturalezza del dire con i suoni della quotidianità nello spazio pubblico, per dare luogo a un “teatro” essenziale ed intenso che propone voci e sollecita ascolto.

 Il titolo della rassegna è stato ispirato da Anna che introduce, ogni proposta di ascolto dei suoi versi con un esortativo “Senti che bella questa…”

direzione artistica: Mauro Marino e Piero Rapanà