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venerdì 12 settembre 2014

Il segno totale. Poesia: dalla parola al segno



Da sabato 13 settembre, dalle 20.00 (fino al 24 settembre)
al FV una mostra di scritture e ricerche di Francesco Aprile e Luc Fierens



Sarà inaugurata sabato sabato 13 settembre 2014, alle 20:00, presso il Fondo Verri, a Lecce in via Santa Maria del Paradiso - nell’ambito delle iniziative off del Bitume photofest - “Il segno totale. Poesia: dalla parola al segno”, una mostra di scritture di ricerca che si svolgerà presso il Fondo Verri di Lecce fino al 24 settembre, e che vede dialogare due generazioni poetiche, due approcci che attraverso percorsi diversi si strutturano sulla portata sociale della parola. In mostra opere di Luc Fierens e Francesco Aprile. Poesia verbo-visiva, scritture asemantiche, comunicazione pubblicitaria, giornalismo, new media, si incontrano dettando nuovi ritmi e vicissitudini della parola poetica fattasi segno, lacerazione e incontro, rimembranza archetipa ed esplosione sociale. L’impegno è costante, la militanza appare intrinseca nella ricerca delle nuove possibilità del linguaggio poetico che dalla parola si lega a differenti linguaggi, diventando segno.

LucFierens, note sull’opera:

Luc Fierens - Blind
Fierens entrò in contatto con performers e poeti del Movimento durante gli anni '80, e da allora continua a lottare poeticamente, ricercando senza sosta occhi che possano leggere [...] attraverso immagini che ti urlano in faccia incazzate, rock. L'Italia per lui resta ancora la terra madre, fertile, che conserva una memoria. E ne soffre il suo richiamo continuo. Non è una questione di mercato, non lo è mai stata, resta invariato il carattere di fenomeno marginale. Come ha già detto qualcuno, la forza della Poesia Visiva sta nell'aver resistito a 50 anni di insuccessi (e nell'aver comunque preso una portata internazionale, aggiungerei io). Nel caso di LucFierens la lealtà ai principi è mostrata dalla tenacia e dalla passione con cui si dedica al suo lavoro artistico, e dal bisogno di condividere ciò con qualcuno che possa capirlo. (Elisabetta Falanga)
La ricerca di una consapevolezza sociale è la posizione politica di Fierens. L’andamento etico della sua proposta poetica. Un invito che vivifica un approccio che vede l’arte come momento privilegiato per il raggiungimento di un ordine sociale non repressivo. La parola-immagine appare come segno connotativo della base reale del contesto immaginifico, e volge lo sguardo all’indirizzo possibile di nuovi sviluppi poetici e vitali. L’orizzonte utopico di un possibile reale. Una linea guida. (Francesco Aprile)

Francesco Aprile - Ende neu - 2013

Francesco Aprile, note sull’opera:
L’efferatezza del simbolo è guerra visiva. Il labirinto poetico confonde la solitudine dell’azione verbale impressa nell’obolo pragmatico. MANIFESTO, riflesso nervoso del linguaggio privo di controllo ma non di obiettivo, inaspettatamente sfiora la reazione convertendo la muta interpret-azione in boato della coscienza. Fonemi-opliti, dall’armatura galvanizzata preparano l’assedio finale, è il momento di scegliere da che parte guerreggiare. Aprile lancia una sfida: l’egocentrismo della parola o il capovolgimento del fronte semantico contro  la  storia, strumento devoto ad una società assente e avvizzita nel foraggiare il luogo comune, questo ultimo fondamento dell’ordine-archetipo. Prepararsi alla disfatta, non soccombere  per occultare il linguaggio accessorio e infiammati dalla poiesi, accostarsi all’esalazione semantica e pregarne la morte. (Cristiano Caggiula)
Il lavoro di Aprile vive nell'esplorazione dell'ineffabile; può non comunicare in modo tradizionale, ma lo fa usando un movimento casuale, un significato casuale, uno sviluppo casuale per recuperare una comunicazione dall'oltre. Uno degli aspetti del lavoro di Aprile è il magistrale uso degli spazi bianchi. Ci sono costruzioni dal controllo intenso. (Bill Di Michele, in Tip of the knife. Visual Poetry magazine, giugno 2014).

lunedì 10 febbraio 2014

La poesia visiva di Francesco Aprile


L'immagine della mostra e le note critiche di Ferrando e Caggiula


Martedì 11 febbraio, alle 19:30, al Fondo Verri di Lecce, in Via S. Maria del Paradiso 8.a, l'inaugurazione della mostra di Francesco Aprile "Manifesto. Poesie visive, scritture asemantiche.
Da qui, altrove. In un discorso ancora aperto".

Note critiche di Bartolomé Ferrando e Cristiano Caggiula

Manifesto. Poesie visive, scritture asemantiche, è il titolo della mostra che raccoglie opere verbo-visive realizzate lungo un arco di tempo che corre dal 2010 a queste prime avvisaglie del 2014. Poesie verbo-visive, scritture asemantiche, che indagano l'intelaiatura sociale della parola. «La scrittura poetica di Francesco Aprile respira, sopravvive e si manifesta, fra cancellature e macchie, sbavature. Una scrittura punteggiata da parole isolate, sopravvissute ad una gran catastrofe. [...] Poesia visiva che parla […] fino a perdersi nella propria sparizione» (Bartolomé Ferrando). Una guerra di simboli. Parole lanciate. Cadere di corpi e fronde tagliate. Lacerazioni dell'habitus o ricognizioni sullo stesso. «L’efferatezza del simbolo è guerra visiva. MANIFESTO […] fonemi-opliti, dall’armatura galvanizzata preparano l’assedio finale, è il momento di scegliere da che parte guerreggiare» (Cristiano Caggiula). La mostra sarà visitabile fino al 21 febbraio.