Presìdio del libro di Lecce - #WeareinPuglia - Iniziativa promossa dalla Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica e Culturale - Unione Europea - Fondo per lo Sviluppo e la Coesione - Stagione 2019
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giovedì 21 maggio 2020
C'è Nuvole su Radio Fondo Verri
Per lo scorso 1° maggio nell' #iorestoacasa #radioFondoVerri ha proposto la lettura di "Nuvole" spettacolo teatrale realizzato nel 1991 da Mauro Marino e Piero Rapanà per Astragali Teatro. Lo spettacolo replicato in moltissime scuole della provincia di Lecce e non solo, era rivolto alle ragazze a ai ragazzi per socializzare con loro l'idea di una educazione sentimentale rivolta al Mondo. I personaggi sono il Tempo che apre lo spettacolo, un Soldato stanco di far la sentinella, il Creatore e Angelo.
https://soundcloud.com/user-388325014/nuvole-per-una-educazione-sentimentale
domenica 26 aprile 2020
Che fecero l’Italia! #25aprile2020
Da dove veniamo? Chissà forse è
solo un pensiero sentimentale. Di mancanza.
Quei riverberi che ti portano
indietro, al bisogno di avere degli eroi. Un “epopea” dietro le spalle.
La saga della Storia dove
attaccarti per poter interpretare un presente non più interpretabile.
Ci rimangono le narrazioni per
ritrovarli gli eroi.
Eroi semplici, guerrieri per
necessità, per desiderio di ritrovare e dare senso a ciò che non ne aveva più!
La ricerca di questo senso è stata la Lotta di Liberazione.
Scegliamo dei frammenti che ci
raccontano l’ordinario, l’attesa, il quotidiano di quei lontani giorni che
fecero l’Italia! (M.M.)
Quattro frammenti di narrazioni ispirate e vissute dagli autori negli anni della Resistenza al nazi-fascismo.
Su soundcloud un frammento da “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino, romanzo pubblicato nel 1947 da Einaudi, ambientato in Liguria all'epoca della seconda guerra mondiale.
https://soundcloud.com/…/da-lagnese-va-a-morire-di-renata-v…
Su soundcloud un frammento da "L'Agnese va a morire" di Renata Viganò edito nel 1949, romanzo tra i più intensi tra quelli dedicati alla Resistenza.
https://soundcloud.com/…/da-polenta-e-sassi-di-emilio-sarzi…
Su Soundcloud un frammento da "Polenta e sassi" di Emilio Sarzi Amadè.
https://soundcloud.com/…/da-uomini-boschi-e-api-di-mario-ro…
Su soundcloud un frammento da “Uomini, boschi e api” di Mario Rigoni Stern, pubblicato nel 1980 da Einaudi.
mercoledì 22 aprile 2020
Per #iorestoacasa #radioFondoVerri presenta "Danilo Dolci Poema Umano"
Per #iorestoacasa, #radioFondoVerri propone l’ascolto
di “Danilo Dolci Aus ‘Poema Umano’ | 1974
Un prezioso cofanetto donato al Fondo Verri da Antonella Agnoli in occasione di un incontro dedicato al poeta e maieuta nonviolento, anteprima dello spettacolo di Giuseppe Semeraro “Digiunando davanti al mare” (Principio Attivo Teatro, regia di Fabrizio Saccomanno, testo di Fabrizio Niccolini).
Con Theresia Bothe, canto, chitarra
Claudia Avila, canto
Katharina Heutjer, violino e registratore
Peter Croton, chitarra
Michelangelo Rinaldi, piano e friscalettu
Daniela Dolci, recitazione
***
Se l’occhio non si esercita, non vede,
se la pelle non tocca, non sa,
se l’uomo non immagina, si spegne.
Quasi ho pudore a scrivere poesia
come fosse un lusso proibito
ormai, alla mia vita.
Ma ancora in me
un ragazzino canta
seppure esperto di fatiche e lotte,
meravigliato dei capelli bianchi
d’essere ancora vivo,
necessitato d’essenzializzarsi:
e al varco d’un malanno scrive versi
come una volta
quando il silenzio diventava colmo
futuro, chiarore che bruciava
la fatica del fare successivo.
Nel mio bisogno di poesia, gli uomini,
la terra, l’acqua, sono diventati
le mie parole.
Non importano i versi
ma in quanto non riesco a illimpidirmi
e allimpidire, prima di dissolvermi,
invece di volare come un canto
l’impegno mi si muta in un dovere.
di “Danilo Dolci Aus ‘Poema Umano’ | 1974
https://soundcloud.com/user-388325014/danilo-dolci-poema-umano-traccia-1
Un prezioso cofanetto donato al Fondo Verri da Antonella Agnoli in occasione di un incontro dedicato al poeta e maieuta nonviolento, anteprima dello spettacolo di Giuseppe Semeraro “Digiunando davanti al mare” (Principio Attivo Teatro, regia di Fabrizio Saccomanno, testo di Fabrizio Niccolini).
Con Theresia Bothe, canto, chitarra
Claudia Avila, canto
Katharina Heutjer, violino e registratore
Peter Croton, chitarra
Michelangelo Rinaldi, piano e friscalettu
Daniela Dolci, recitazione
***
Se l’occhio non si esercita, non vede,
se la pelle non tocca, non sa,
se l’uomo non immagina, si spegne.
Quasi ho pudore a scrivere poesia
come fosse un lusso proibito
ormai, alla mia vita.
Ma ancora in me
un ragazzino canta
seppure esperto di fatiche e lotte,
meravigliato dei capelli bianchi
d’essere ancora vivo,
necessitato d’essenzializzarsi:
e al varco d’un malanno scrive versi
come una volta
quando il silenzio diventava colmo
futuro, chiarore che bruciava
la fatica del fare successivo.
Nel mio bisogno di poesia, gli uomini,
la terra, l’acqua, sono diventati
le mie parole.
Non importano i versi
ma in quanto non riesco a illimpidirmi
e allimpidire, prima di dissolvermi,
invece di volare come un canto
l’impegno mi si muta in un dovere.
Per #iorestoacasa #radioFondoVerri presenta "Il circo capovolto" di Milena Magnani
Ecco, per #iorestoacasa, #radioFondoVerri
vi propone l'ascolto del recital tratto dal romanzo di Milena Magnani,
"Il circo capovolto" che ricorda l'olocausto di Rom, Sinti e Camminanti,
il libro è stato recentemente pubblicato in una nuova edizione da
Kurumuny.
La voce è di Piero G. Rapanà i suoni di Donatello Pisanello.
“Il circo capovolto” è un romanzo che attraverso la storia di Branko, discendente di una famiglia di circensi ungheresi, ci racconta un olocausto “dimenticato” che è l’olocausto rom e di tante famiglie dello spettacolo viaggiante. Attraverso due storie parallele ma strettamente intrecciate, quella di Branko e quella di suo nonno, il capo circo Nap Apò, si dipanano le vicende di due generazioni di rom, la prima è finita nei campi di sterminio mentre la successiva è finita nei campi rom alle periferie delle grandi città in mezzo agli scarti della globalizzazione.
È un canto che parte dall’Ungheria, da quella Budapest invernale dove Branko, poeta e sognatore, è cresciuto guardando passare l’acqua lenta della Duna, svolgendo il mestiere umile di montatore di impalcature, un percorso di vita normale dentro al quale, solo a un certo punto, gli viene offerta dal padre Sándor l’opportunità di aprire uno spiraglio su una memoria rimossa, e di ritrovare le tracce di quel piccolo patrimonio di famiglia, il Kék Circusz, che lungo il suo percorso assoldava artisti pieni di talento e pareva carico di promessa prima di scomparire ad Auschwitz Birkenau ed essere scaraventato nell’oblio della memoria.
Un passato che riemerge imprevedibilmente e porta Branko a cercare in un vecchio fienile dieci scatoloni che contengono i materiali del circo di famiglia nascosti dal nonno prima di tentare la fuga fallimentare che lo avrebbe portato inesorabilmente al campo di sterminio.
È con quei dieci scatoloni che Branko lascia la sua vita regolare a Budapest e approda in un campo baracche alla periferia di una grande città europea dove trova come interlocutori un gruppo di bambini rom insieme ai quali tenta di ricostruire la trama di un discorso interrotto e, insieme a quel discorso, cerca di ritrasmettere la passione per quell’arte circense che sonnecchia muta nel suo cuore.
https://soundcloud.com/user-388325014/il-circo-capovolto-di-milena-magnani
Il recital è stato proposto dal Fondo Verri, lo scorso 27
gennaio, negli spazi del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, in
occasione della Giornata della Memoria 2020, in collaborazione con
l'Associazione Presidi del Libro e il Polo Biblio Museale di Lecce.La voce è di Piero G. Rapanà i suoni di Donatello Pisanello.
“Il circo capovolto” è un romanzo che attraverso la storia di Branko, discendente di una famiglia di circensi ungheresi, ci racconta un olocausto “dimenticato” che è l’olocausto rom e di tante famiglie dello spettacolo viaggiante. Attraverso due storie parallele ma strettamente intrecciate, quella di Branko e quella di suo nonno, il capo circo Nap Apò, si dipanano le vicende di due generazioni di rom, la prima è finita nei campi di sterminio mentre la successiva è finita nei campi rom alle periferie delle grandi città in mezzo agli scarti della globalizzazione.
È un canto che parte dall’Ungheria, da quella Budapest invernale dove Branko, poeta e sognatore, è cresciuto guardando passare l’acqua lenta della Duna, svolgendo il mestiere umile di montatore di impalcature, un percorso di vita normale dentro al quale, solo a un certo punto, gli viene offerta dal padre Sándor l’opportunità di aprire uno spiraglio su una memoria rimossa, e di ritrovare le tracce di quel piccolo patrimonio di famiglia, il Kék Circusz, che lungo il suo percorso assoldava artisti pieni di talento e pareva carico di promessa prima di scomparire ad Auschwitz Birkenau ed essere scaraventato nell’oblio della memoria.
Un passato che riemerge imprevedibilmente e porta Branko a cercare in un vecchio fienile dieci scatoloni che contengono i materiali del circo di famiglia nascosti dal nonno prima di tentare la fuga fallimentare che lo avrebbe portato inesorabilmente al campo di sterminio.
È con quei dieci scatoloni che Branko lascia la sua vita regolare a Budapest e approda in un campo baracche alla periferia di una grande città europea dove trova come interlocutori un gruppo di bambini rom insieme ai quali tenta di ricostruire la trama di un discorso interrotto e, insieme a quel discorso, cerca di ritrasmettere la passione per quell’arte circense che sonnecchia muta nel suo cuore.
Per #iorestoacasa da #radioFondoVerri presenta "La Mirabile Visione - Frammenti dalla Vita Nova di Dante Alighieri
La Mirabile Visione – Frammenti
dalla Vita Nuova
#iorestoacasa #radioFondoVerri #simonegiorgino
#dantealighieri
https://soundcloud.com/user-388325014/la-mirabile-visione-traccia-1
La Mirabile Visione
(Bottega Libraria 2009) è una lettura antologica – introdotta e commentata da
Luigi Scorrano e interpretata da Simone Giorgino – del primo lavoro letterario
attribuito con certezza a Dante Alighieri, la Vita Nova, opera in versi
e prosa che il poeta scrisse prima dei trent’anni, fra il 1292 e il 1293. La
vicenda si incentra intorno a un’esperienza d’amore idealizzata, quella del
poeta per Beatrice, ripercorsa in un avvincente diario intimo che alcuni fra i
più autorevoli critici considerano preludere alla Divina Commedia. La
Mirabile Visione si sofferma su alcuni frammenti scelti dell’opera: il
primo incontro, avvenuto a soli nove anni, fra Dante e Beatrice; il saluto di
lei, di nove anni successivo, che incoraggia il poeta, turbato e confuso, a
descrivere il proprio amore per la donna amata; il sogno/profezia della morte
di Beatrice; e, infine, l’anticipazione del “poema sacro”.
Selezione antologica, regia e voce
recitante: Simone Giorgino
Collaborazione alla selezione antologica: Luigi Scorrano
Registrazione in studio: Claudio Prima
Collaborazione alla selezione antologica: Luigi Scorrano
Registrazione in studio: Claudio Prima
Musiche non
originali:
Jan Garbareck, Officium, ECM 1994
Sequentia, Ensemble fur musik des mittelalters, Dante and the troubadours BGM 2004
Millenarium, Chanson de troubadours, Outhere 2005
Jan Garbareck, Officium, ECM 1994
Sequentia, Ensemble fur musik des mittelalters, Dante and the troubadours BGM 2004
Millenarium, Chanson de troubadours, Outhere 2005
sabato 11 aprile 2020
Per #iorestoacasa Mino De Santis con Scarcagnizzu
Nel giugno del
2011 il Fondo Verri fu produttore del primo lavoro discografico di Mino De
Santis, “Scarcagnizzu – Vento dal basso” il titolo del cd. Con Mino De Santis,
Valerio Daniele, Dario Muci e Emanuele Coluccia. La prima presentazione fu
tenuta domenica 10 luglio 2011, a San Simone (Sannicola) per la nona edizione
di “Luoghi d'Allerta”, in quell’occasione l'autore tugliese era accompagnato da
Emanuele Coluccia al sax e da Gianluca Longo alla mandola.
https://soundcloud.com/user-388325014/mino-de-santis-il-vento-basso-scarcagnizzu-traccia-01
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