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venerdì 20 dicembre 2013

L'altro Vittorio. Pagano l'irregolare

Vittorio Pagano in un disegno di Santa Scioscio tratto da una fotografia del poeta
L'edizione numero tredici de le Mani e l'Ascolto è dedicata a
 "L'altro Vittorio. Pagano l'irregolare"

"Oreste Macrì parla dei “due Vittorio gitani” (il pitagorico ispanico Bodini e il leccese-barocco Pagano) nella sua prefazione a L’ora di tutti di Maria Corti (Bompiani, 1997). 
(...) Nel secondo dopoguerra, nella città dove ha scelto dolorosamente di restare, Vittorio Pagano avverte presto l’ombra del disincanto dopo gli anni delle speranze di rinascita civile e intellettuale. Il riformismo senza riforme, le ricadute, soprattutto al Sud, del cosiddetto miracolo economico. In un quadro sociale angusto e in un sistema politico bloccato, agli intellettuali si richiedono o conformismo o appartenenze. In un tempo di povertà, in cui cresce il deserto, la poesia non riesce più a essere un linguaggio di redenzione, si rifugia in un esercizio calligrafico privato, è poesia d’occasione, poemetto conviviale, traccia personale di comunicazione elettiva.
Pagano rende clandestina la sua poesia e sono ancora ignote le sue carte inedite, tranne qualche lirica. La sua attività di critico d’arte, di francesista colto e autodidatta, di organizzatore editoriale e culturale, è estranea al formarsi di un’ università a forte ipoteca patrimonialistica. Pagano si impegna poi come educatore nel Centro di rieducazione per minorenni.
La consapevolezza del tragico, l’addio ai miti del Sud, l’impossibilità e la necessità della redenzione, la percezione del moderno e dello spaesamento urbano. Vittorio Pagano non si presta facilmente all’interpretazione di epigono di un ermetismo barocco e meridionale, poeta di devozioni domestiche, virtuoso artefice di mimesi simboliste, maudit di provincia. Siamo piuttosto di fronte a un simbolismo tragico e secolarizzato, consapevole del moderno. Alfonso Gatto, Libero de Libero, Giorgio Caproni, Leonardo Sinisgalli, Vittore Fiore, lo stesso Vittorio Bodini , rappresentano una costellazione fraterna e rammemorante in cui Pagano attende di essere meglio situato. Macrì ricorda Pagano nel 1980, nel 1986 e infine nella prefazione all’ultima edizione del romanzo L’ora di tutti di Maria Corti, una delle ultime cose che ha scritto, sempre in una concezione benevola ma riduttiva di ermetismo barocco-meridionale. Lo stesso Macrì raccoglie e pubblica con una prefazione via via rimaneggiata le poesie di Bodini, ma ne fraintende volentieri lo spirito sovversivo e moderno, annegandolo in riferimenti archetipi e simbolici della terra-madre, idealizzando una provincia letteraria come “piccola patria” in una colta retorica della territorialità. Poi la chiacchiera accademica localistica si è sempre mossa parassitariamente sulle vecchie interpretazioni di Macrì, spesso aggravandole di moralismo e bigottismo, nel solco dell’incomprensione, del fraintendimento, dell’addomesticamento.
Per Vittorio Pagano la fine delle speranze e del dibattito del dopoguerra, la fine dello spazio autonomo di organizzazione culturale, coincide con il suo silenzio, con la sommersione del suo lavoro letterario, in parte con la solitudine e l’appartarsi. Il trauma dell’invasione dell’Ungheria del  1956 è sottotraccia, ma presente, in Pagano e in Bodini. I fermenti e le insorgenze collettive della fine degli anni sessanta, che molti leggono come un’accelerazione del processo di modernizzazione del paese  e insieme di rinnovamento delle culture, contribuiranno ad aprire quelle porte che apparivano chiuse quando – ed era il maggio del 1945! – Pagano scriveva nel Lamento del “Provinciale”: “non abbiamo che finestre a cui affacciarci da tormentose altezze, senza porte da schiudere al mondo, stancamente pensosi d’una scala di seta che consenta l’ascesa di rinnegate presenze, col senso di una mirabolata avventura” (...)". 

Silverio Tomeo

mercoledì 18 dicembre 2013

Le Mani e l'Ascolto 2013-2014 - Il programma

La copertina del numero monografico del Pensionante de' Saraceni dedicato a Vittorio Pagano

Fondo Verri - Presidio del Libro Lecce
Iniziativa promossa da Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo
Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce
Friends of “Lecce 2019” Reinventare Utopia

Le Mani e l’Ascolto XIII edizione
Incontri con il pianoforte tra parole e suoni

“Per l'altro Vittorio. Pagano, l'irregolare”
27, 28, 29, 30 dicembre 2013 / 2,3,4,5,6 gennaio 2014

Inizio delle serate ore 19.30

Le Mani e l’Ascolto ritorna, una consuetudine dell'Associazione Culturale Fondo Verri Presidio del Libro di Lecce per le festività del Capodanno.
Una rassegna di parole e di suoni, “intorno” al pianoforte, giunta alla tredicesima edizione.
L'edizione 2013-2014 sarà dedicata a Vittorio Pagano, “l'altro Vittorio”, con Bodini. Intellettuale e poeta leccese Vittorio Pagano (Lecce, 1919-1979) è “una di quelle autentiche figure di intellettuali avide di cultura che si trovano a volte con stupore in provincia” così lo ricorda Maria Corti. L'altro Vittorio viene ricordato nella Storia della letteratura meridionale di Aldo Vallone (Napoli, 1996), come traduttore dal francese e animatore di riviste e plaquettes: il Critone, con la sua serie di volumetti Quaderni del Critone. Assieme al coetaneo Vittorio Bodini soprattutto, a Girolamo Comi, a Vittore Fiore, a Michele Pierri, al più giovane Ercole Ugo D’Andrea ed altri, appartiene a quei letterati e poeti della Puglia del Sud che il dibattito del secondo dopoguerra arrivò a differenziare su ipotesi diverse, in quella che il critico e ispanista Oreste Macrì ebbe a definire “la diaspora salentina”.
Nel corso della rassegna libri, esperienze autoriali, ricerche sonore e visuali in una maratona di ascolti avrà luogo e pubblico dal 27 dicembre al 6 gennaio.
Il costante contatto con la scena creativa (musicale e letteraria) è una delle prerogative del Fondo Verri. Le Mani e l’Ascolto rinnova il desiderio di costruire avventure sonore proponendo repertori che hanno il far musica come elemento di guida e di raccordo delle performance, pretesto di incontri, scambi, creazioni, in una tensione di ricerca che attraversa i generi, i modi d’espressione, l’arte con le sue con-fusioni esistenziali e con il rigore che interviene a fare stile, segno, lingua. Un appuntamento ormai consueto nel cartellone che l’Amministrazione Comunale di Lecce stila e promuove per le festività del Natale e del Capodanno.
L'edizione 2013-2014 guarda in particolare alla scena degli autori e dei catautautori salentini. Alla canzone, nuova frontiera della prolifica scena musicale nostrana senza escludere la musica classica e la ricerca...

Il programma

venerdì 27 dicembre
L'omaggio: “Vittorio Pagano, l'irregolare”. Letture a cura di Simone Giorgino. Con un contributo in video di Rina Durante che racconta Vittorio Pagano (a cura di Caterina Gerardi) con l'intervento di chi ha conosciuto e collaborato con il poeta.
Il libro: Ippolito Chiarello presenta “Arrivò l'amore e non è colpa mia”, di Alessandra Nicita, Besa editrice
I suoni sono quelli di Chiara Rucco al flauto e di Andrea Rucco al pianoforte

sabato 28 dicembre
I libri: “Quanto mi dai se ti uccido?”, di Walter Spennato, Besa
e “Filastre”, di Francesco Cuna e Gianni De Blasi, Lupo
Le canzoni: Raffaele Vasquez in “Me”

domenica 29 dicembre
Il libro: “L'isola sulla terra” di Edoardo Micati, Citta Futura edizioni
Le canzoni: Max Vigneri con Josh Chiriatti al piano e Maurizio Cianfano alla chitarra in “Raccattastorie”

lunedì 30 dicembre
I libri: “Le ali del gabbiano” di Vincenzo Pisanò, Edizioni Segno
e di Rocco Boccadamo, “Una matinée al Santalucia”, AGM edizioni
Le canzoni: Luigi Mariano e Francesca Romana in duo

giovedì 2 gennaio
Il libro: “Profilo di don Pablo”, poema di Maurizio Nocera edito da Tallone
e “La pietra àzulum, nel cuore delle Ande" di Maurizio Nocera “ di "léndaro G. càmiless &dizioni clandestine”.
La musica: Rocco Causo in “Clarinettisticamente parlando”

venerdì 3 gennaio
Il libro: “Mannaggia santa pupa”, di Danilo Siciliano per Lupo
Le canzoni: Pierpaolo Lala con Marcello Zappatore in “Non sono un cantautore”

sabato 4 gennaio
Il libro: "Ho premuto il tasto invio", di Daniela Sasso per Edizioni Adef, presenta Giorgia Salicandro.
Le canzoni e la musica sono di Palmiro Durante, Rocco Nigro, Emanuele Licci
e Ninfa Giannuzzi in “La calma dell'inverno”

domenica 5 gennaio
L'omaggio: Taranto nei versi di Angelo Lippo
Il libro: “Il sognatore” di Francesco Corradduzza edizioni “L'Erudita”
Le canzoni: Massimo Donno voce e chitarra, accompagnato dal flauto di Gianluca Milanese, da “Amore e marchette”.

lunedì 6 gennaio
Il libro: “Questa terra è la mia terra” a cura di Camillo Robertini edizioni La Toletta, presenta Massimo Melillo
La musica è quella di Tran(ce)formation duo con Giorgia Santoro flauti e Adolfo La Volpe corde

Nel corso della rassegna gli interventi di Mino De Santis e di Beppe Lia

Il Fondo Verri è a Lecce in via Santa Maria del Paradiso, 8 (nei pressi della Chiesa del Rosario – Porta Rudiae)
e-mail: fondoverri@tiscali.it
Recapiti telefonici 0832-242334 – 3273246985