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Antonello da Messina, Ecce Homo - 1473 |
Venerdì
3 aprile 2015, alle 20.30, La
Cuspide Malva presenta al Fondo Verri, in
prima assoluta, “Passioni” performance
poetica liberamente tratta da testi di Mario Luzi e Giovanni Testori.
A cura di
Manuela Mastria. In scena: Iula Marzulli, Manuela Mastria, Francesca
Greco, Adriana Polo. Canti composti
dal musicista Gaetano Fidanza.
Il tema religioso della Passione si fa
laica litania, pianto silenzioso, intima invocazione. C’è un uomo piccolo, minuto, con una storia apparentemente semplice.
Un uomo che porta sul costato i segni di un destino che va oltre l’umano. Sulla
fronte le ferite di una scelta forse troppo difficile e coraggiosa. E’ il Cristo
de La Passione del poeta Mario Luzi.
Un uomo, appunto, che, in piedi sulla croce, confida una umanissima paura di
morire: “Padre, non giudicarlo/ questo mio parlarti umano quasi delirante,/ accoglilo
come un desiderio d’amore,/ non guardare alla sua insensatezza”.
Accanto
al figlio, la madre. Una madre, o meglio Maria, che con un coro di voci
femminili, intesse un dialogo-interrogatorio carnale e umanissimo. E’ la madre
di Testori, del suo Interrogatorio a
Maria, una donna in carne ed ossa simile alle nostre madri. Corpo nel
quale, purezza e ardore, finiscono con l’appartenere allo stesso ordine di
sangue e di fiamme. A lei il coro, in una formula molto vicina all’oratorio,
rivolge un interrogatorio accorato: “..ma tu se puoi,/ se troppo non
chiediamo/(…) puoi a noi spiegare/ il senso del sigillo/ che disserri
l’inesplicabile scrittura/ che ognuno ebbe nell’attimo della prima trafittura./
(…) Il senso dell’essere voluto, dell’essere deciso”.
Umanissima
la risposta di Maria: “quel disegno è scritto lì, nel nostro quotidiano dire
sì”.