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lunedì 6 gennaio 2014

Le storie della terra di Robertini e la musica del Tran(ce)formation duo


La copertina del libro di Camillo Robertini

Si chiude lunedì 6 gennaio, la tredicesima edizione de Le Mani e l'Ascolto, con il libro: “Questa terra è la mia terra” a cura di Camillo Robertini edizioni La Toletta, presenta Massimo Melillo. Il libro, che rientra nelle attività del gruppo studentesco "Contemporaneamente Antropologia & Storia" accoglie – come scrive Alessandro Casellato nella postfazione «Sette racconti di donne e uomini tenacemente attaccati a microcosmi assai particolari, il legame con i quali è per essi una forma di resistenza. Il fatto che come titolo della raccolta - quasi un filo della collana che li tiene tutti legati - sia stata individuata l’autobiografia di un vagabondo “provinciale” come Woody Guthrie è una scelta quanto mai indovinata. E suggestiva».

Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe
La musica sarà quella straordinaria e sofisticata del Tran(ce)formation duo con Giorgia Santoro flauto, ottavino, flauto contralto, flauto basso, bansuri, xiao, scacciapensieri, voce, effects. e Adolfo La Volpe chitarra elettrica, chitarra acustica, lapsteel, oud, effects. Il progetto Tran(ce)formation, nato nel 2006 da un’idea di Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe, ha alle spalle numerosi concerti ed un cd, "Entrance", edito nel 2011 per la Leo Records, etichetta inglese che è da vent'anni un punto di riferimento per la musica improvvisata europea e mondiale.  Il gruppo, nella formazione quartetto pubblica in gennaio 2014 il suo secondo cd, intitolato “Nautilus”, che segna un’ulteriore maturazione del personalissimo sound dell’ensemble, basato sul dialogare e contaminarsi di linguaggi musicali differenti, quali il jazz, la musica contemporanea, il rock, le musiche tradizionali del nord dell’India e del bacino del Mediterraneo, il tutto arricchito dall’uso di strumenti millenari come il bansuri, lo xiao e l’oud. Le sonorità del quartetto conducono l’ascoltatore in una dimensione onirica, di volta in volta ipnotica, fiabesca oppure straniante; non a caso il viaggio si conclude con “Over the rainbow”, unico brano non originale del cd, trasformato però in una eterea ascensione verso lo spazio, oltre l’arcobaleno.

domenica 5 gennaio 2014

Il Sognatore poi Amore e Marchette

La copertina del libro di Francesco Coradduzza

Per l'ottavo appuntamento de “Le mani e l'Ascolto” il Fondo Verri propone l'omaggio a Taranto nei versi di Angelo Lippo che aprirà la serata di domenica 5 gennaio, dalle 19.30, letture ed incursioni nell'opera del poeta e del curatore infaticabile della rivista “Portofranco”. Lippo (Taranto 1939-Taranto 2011), è stato poeta, scrittore, critico letterario e artistico. Nipote di carrettiere, ha sempre militato nella sua Taranto pur non negandosi diversi momenti per partecipare alla vita culturale nazionale. Il libro della serata sarà “Il sognatore” di Francesco Coradduzza edizioni “L'Erudita”. Una lettura che si alterna tra l’ironia e i toni vividi della vita vera, e il romanticismo del sogno, mostrandoci come queste due dimensioni si possano spesso sovrapporre, ma mai confondere ma quand'è vera, la vita può essere più bella di un sogno.


Massimo Donno
Le canzoni della serata sono quelle di Massimo Donno voce e chitarra, accompagnato dal flauto di Gianluca Milanese, con un repertorio tratto da “Amore e marchette” (Ululati), un album "leggero", non come contrapposto a qualcosa di impegnato, ma come scelta precisa di sonorità mai pesanti, nonostante anche evoluzioni armoniche che alternano semplicità a maggiore elaborazione. I testi non sono mai banali, pur non rinunciando a un'ironia che sembra parte integrante della personalità dell'autore, che, tra serio e faceto, logica ed illogica, pesca nella quotidianità della vita, osservando il mondo intorno dal proprio personalissimo punto di vista.

sabato 4 gennaio 2014

Ninfa Giannuzzi & Co. e il libro di Daniela Sasso

Sabato 4 gennaio, dalle 19.30 "Ho premuto il tasto invio", di Daniela Sasso libro edito dalle Edizioni Adef, e “La calma dell'inverno” per le voci di Palmiro Durante e Ninfa Giannuzzi accompagnate dalla fisarmonica di Rocco Nigro e dalla chitarra di Emanuele Licci.

La copertina del libro di Daniela Sasso
Le Mani e l'Ascolto volge al termine. "Ho premuto il tasto invio", di Daniela Sasso libro edito dalle Edizioni Adef, sarà il libro che presentato da Giorgia Salicandro aprirà la serata di sabato 4 gennaio. “Il romanzo (novantotto pagine da leggere tutte d'un fiato) racconta la storia di Elisa, ragazza di provincia ingabbiata nella quotidianità del lavoro e delle amicizie di sempre, ma che spesso alza lo sguardo dall'ombelico del proprio mondo e immagina di essere un'altra, aggrappandosi alla fantasia di uno spazio sterminato in cui potersi sentire veramente viva. Questa fantasia ha un nome e un volto, si chiama Simone ed è il chitarrista di una famosissima rockband. Tra di loro e con loro la tastiera del PC. Terzapagina. "Ho premuto il tasto invio", in sospeso tra realtà e virtuale
Daniela Sasso vive a San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi. Dopo aver conseguito la maturità classica nel 2004 si avvicina al settore sociale, conseguendo il secondo diploma come tecnico dei servizi sociali, e varie specializzazioni. Si appassiona alla Lingua italiana dei segni per non udenti e inizia il suo attuale lavoro come assistente alla comunicazione L.i.s. Attualmente lavora al suo secondo libro.



Ninfa Giannuzzi
Le canzoni e la musica saranno quelle del recital “La calma dell'inverno” per le voci di Palmiro Durante e Ninfa Giannuzzi accompagnate dalla fisarmonica di Rocco Nigro e dalla chitarra di Emanuele Licci.
Ninfa Giannuzzi, dopo più di un decennio passato sui palchi di tutto il mondo nel ruolo di interprete raffinata della musica tradizionale del Salento e dopo aver collaborato con i grandi autori di panorama della world music (da Piero Milesi a Mauro Pagani, da Stewart Copeland a Ludovico Einaudi passando per Ambrogio Sparagna, Noa e tanti altri), Ninfa Giannuzzi compie una vigorosa incursione nel rock d’autore. Dopo “Tis Klei” (Anima Mundi, 2007), nel 2011 esce “Funzione preparatrice di un regno” secondo disco solista della cantante e musicista salentina, pubblicato dall’Associazione Culturale Amo Per Amo.

venerdì 3 gennaio 2014

L'Apocalisse! Mannaggia Santa Pupa!!!


Pierpaolo Lala con Marcello Zappatore
Un appuntamento ormai “classico” per Le Mani e l’Ascolto quello con Pierpaolo Lala in “Non sono un cantautore” che oggi, venerdì 3 gennaio, dalle 19.30, ospita "L'apocalisse". Dopo il grande insuccesso delle prime due edizioni Pierpaolo Lala, mancato cantautore leccese, torna nonostante il parere contrario del pubblico con una selezione di canzoni brutte (scritte negli ultimi 20 anni) e di culacchi improvvisati. Lala sarà affiancato da Marcello Zappatore (chitarra), Mauro Tre (pianoforte), Emilio Maggiulli (basso), Osvaldo Piliego (batteria), Giuseppe Pezzulla (chitarra, armonica a bocca e voci), Alessandra Caiulo e Serena Spedicato (voce), Daniele De Luca (voce recitante).
Il “vulcanico” giornalista leccese si esibisce in un concerto "antologico" (e in qualche modo ontologico) della sua non carriera musicale. Per “spiegare attraverso le canzoni – scrive Pierpaolo Lala - perché non ho fatto il cantautore. Una cosa rapida e si spera indolore per il pubblico con le canzoni “molte eresie e tanti racconti. Non l'inizio di una nuova carriera ma la fine di una vecchia non carriera tra ricordi e rammarichi, non detti e soprattutto non fatti".

Danilo Siciliano

Ad aprire la serata la presentazione del libro“Mannaggia santa pupa”, di Danilo Siciliano edito da Lupo, il racconto di un’infanzia in un mondo che appartiene soprattutto agli anni Ottanta in una terra magnifica e insopportabile, dove pullulano i cervelli di cemento armato e dove i vecchi materassi si buttano sui cigli delle strade di campagna. Una terra che è un caffè sospeso. Ricordi, stati d’animo, riflessioni, rimpianti, per giungere ogni volta alla stessa conclusione: “Mannaggia Santa Pupa!”.

mercoledì 1 gennaio 2014

Il libro e la cura

“Per l'altro Vittorio. Pagano, l'irregolare”
27, 28, 29, 30 dicembre 2013 / 2,3,4,5,6 gennaio 2014

I valore del libro. Incontro con Maurizio Nocera
alla presenza di Antonio Massari e del clarinettista Rocco Causo



Maurizio Nocera fotografato da Mauro Marino


Le Mani e l’Ascolto rassegna di parole e di suoni “intorno” al pianoforte, ideata dal Fondo Verri di Lecce, giunta alla tredicesima edizione, dedicherà, nella sede di via Santa Maria del Paradiso a Lecce, giovedì 2 gennaio, una serata alle ultime esperienze autoriali ed editoriali di Maurizio Nocera. Protagoniste dell'incontro due vere e proprie “opere-libro”: il “Profilo di don Pablo”, poema edito dalla prestigiosa casa editrice Tallone e “La pietra àzulum, nel cuore delle Ande" diario di viaggio di Maurizio Nocera edito dall'altrettanto straordinaria "léndaro G. càmiless &dizioni clandestine”.
Il libro inteso come oggetto “unico”, pregiato, da accudire nel suo farsi e nel suo destino, nella consegna al lettore, questo il messaggio nella serata che apre il 2014, che vedrà la partecipazione del pittore Antonio Massari in qualità di lettore. Il contrappunto musicale sarà a Rocco Causo che si esibirà in “Clarinettisticamente parlando”

L'inizio delle serate è previsto per le 19.30

La collana  «‘ il neo di gutenberg»
di “ "léndaro G. càmiless &dizioni clandestine ”

"In quel neo-nero c’è l’origine di tutti gli inchiostri. Nel suo nigro comedone da secoli attingiamo la grafica degli alfabeti, e in quel nericcio cratere, in quel eruttante neo-di-nerofumo, abbiamo composto con il giusto carattere la storia delle belle lettere. Da Gutenberg in poi niente fu come prima. Dopo di lui presero corpo i primi elementi mobili di parole composte, con il chiaro intento di velocizzare il processo di acculturazione: Nacque la modernità, il nuovo e tutto fu neo: il neoantropo, il neopitagorico, la neoscolastica, neoplatonico, neomanierismo, neoumanesimo, neoclassicismo, neodarwinismo, neoplasticismo, neopurismo, neopaganesimo, neoavanguardia, il neorealismo, la neologia, neofilia e tanti altri nei. Una “collana” di nei vergata con una scrittura di colore grigio scurissimo tendente al nerigno e, subito dopo, un primo e fermo puntonero. Brani bruni per una “collana di frontiera” al limite del bianco-nero".
Così si legge nel catalogo di “ "léndaro G. càmiless &dizioni clandestine ” che proprio nella linea de «‘ il neo di gutenberg», collana di frontiera diretta da Tiziana Dollorenzo Solari pubblica l'ennesimo straordinario suo libro... "La pietra àzulum, nel cuore delle Ande" di Maurizio Nocera. Un “diario cileno” appuntato nel corso di un viaggio compiuto dall’Autore nel 2010, in compagnia del Maestro stampatore piemontese Enrico Tallone, entrambi sulle orme  di Pablo Neruda.
Nel corso della narrazione si alternano, alla sapiente descrizione letteraria del paesaggio sud americano, le tre dimore del poeta, gli amici, i testimoni fedeli dell’impegno civile e i cultori dell’opera nerudiana.
Il volume (80 pp. accuratamente intonse) raccoglie al suo interno un ampio servizio fotografico e alcune  riproduzioni di disegni appositamente realizzati da Donatella Stamer grandemente suggestionata dalle poesie che il Poeta ha dedicato al mitico “uccello mosca”. Al latere della pubblicazione e f.t. figura  un portfolio contenente una incisione originale della stessa Autrice dal  titolo il Colibrì. Tutte le copie sono numerate e dedicate ad personam.

lunedì 30 dicembre 2013

Di storie scritte e cantate


Francesca Romana Perrotta

Quarto appuntamento per Le Mani e l’Ascolto. Il 2013 del Fondo Verri si chiuderà oggi lunedì 30 dicembre con due i libri: la controversa storia d'amore raccontata ne “Le ali del gabbiano” opera prima di Vincenzo Pisanò, Edizioni Segno e con la raccolta di racconti “Una matinée al Santalucia”, di Rocco Boccadamo, AGM edizioni.

La copertina del libro di Rocco Boccadamo
la copertina del libro di Vincenzo Pisanò

Due diversi percorsi nel sentimento, nel sentire l'altro e i luoghi che accolgono la vita, le sue attese e le sue emozioni. Le canzoni saranno quelle di Luigi Mariano e Francesca Romana Perrotta, due amici, due chitarre acustiche all'unisono, due cantautori salentini, pluri-premiati in vari concorsi nazionali e con dischi ("Asincrono" di Luigi, "Vermiglio" e "Lo specchio" di Francesca). Suonano assieme dando in parte spazio alle loro canzoni, ma nel loro repertorio non mancano i più famosi e grandi "classici" della canzone italiana d'ogni tempo, da quella più raffinata a quella più popolare, da Gaber a De André a Dalla a Fossati a Conte a Battisti, senza trascurare anche puntatine negli anni '60, per intrattenere gli ospiti con musica raffinata e di qualità.

Le Mani e l'Ascolto torneranno giovedì 2 gennaio con due libri di Maurizio Nocera, due vere e proprie “opere editoriali” il  “Profilo di don Pablo”, poema edito dalla prestigiosa casa editrice Tallone e “La pietra àzulum, nel cuore delle Ande" di Maurizio Nocera “ edito dall'altrettanto straordinaria  "léndaro G. càmiless &dizioni clandestine”. Il libro inteso come oggetto “unico”, pregiato, da accudire nel suo farsi e nel suo destino, nella consegna al lettore. Questo il messaggio nella serata che apre il 2014, che vedrà la partecipazione del pittore Antonio Massari in qualità di lettore.
Il contrappunto musicale sarà a Rocco Causo che si esibirà in “Clarinettisticamente parlando”

domenica 29 dicembre 2013

Con i "raccattastorie"

Terzo appuntamento per Le Mani e l’Ascolto rassegna realizzata dall'Associazione Culturale Fondo Verri Presidio del Libro di Lecce con l’Amministrazione Comunale di Lecce.


La copertina de L'isola sulla terra di Edoardo Micati per Città Futura edizioni

Domenica 29 dicembre un esordio letterario quello di Edoardo Micati che presenta “L'isola sulla terra”, Citta Futura edizioni. L'autore, leccese, ha per oltre quarant’anni lavorato come rappresentante di abbigliamento in Puglia e Basilicata. Spesso gli è capitato di ascoltare fatti, avvenimenti riguardanti passato. Storie piccanti, sarcastiche, di spasso, di sdegno, divertenti, il repertorio umano, come sappiamo, è infinito e la cronaca diventa cuntu, racconto... tutte le volte che ne ascoltava una nuova, mentre era nell'auto solo con se stesso, Micati si diceva: "quando smetterò con questo lavoro scriverò un libro.....", così è stato.


Max Vigneri

La musica della serata sarà quella del  “Raccattastorie” Max Vigneri accompagnato da Josh Chiriatti al piano e da Maurizio Cianfano alla chitarra.

sabato 28 dicembre 2013

Tre per una sera

Raffaele Vasquez ritratto da Marco Perulli
Secondo appuntamento, sabato 28 dicembre, dalle 19.30, con Le Mani e l’Ascolto consuetudine - dell'Associazione Culturale Fondo Verri Presidio del Libro di Lecce -  nel cartellone che l’Amministrazione Comunale di Lecce stila e promuove per le festività del Natale e del Capodanno.  L'edizione 2013-2014 guarda in particolare alla scena degli autori e dei catautautori salentini, alla canzone, nuova frontiera della prolifica scena musicale nostrana - senza escludere la musica classica e la ricerca. Il primo cantautore ospite sarà il “curioso, eclettico, romantico, elegante” Raffaele Vasquez che presenta “Me”.

La copertina del libro di Walter Spennato edito da Besa

Con lui due autori. Walter Spennato con il suo libro “Quanto mi dai se ti uccido?” edito da Besa una beffarda immersione nella “banalità della cronaca che ripete assassini e crimini efferati, e te li racconta come si parlasse della lista della spesa. Il libro è corredato da illustrazioni a colori realizzati appositamente da Laurina Paperina, la prefazione è stata affidata alla nota attrice Anna Mazzamauro. 


La copertina di Filastre edito da Lupo
L'altro ospite è il regista Gianni De Blasi al suo esordio letterario con “Filastre”, cantilene e parolacce scritte in bianco e nero dall'autore ed illustrate a colori “per un libro che si gira leggendolo” dall'artista Francesco Cuna. A Martano si presenta "Filastre" esordio letterario del regista Gianni De Blasi
"Scrivo filastre - racconta Gianni De Blasi - da circa dieci anni, ce ne sono molte infatti che ho scelto di tenere fuori. Le scrivo da quando in una situazione di smarrimento interiore ho iniziato a pensare ad alcune situazioni negative in rima. Fare questo mi faceva star meglio, mi rendeva tutto un po’ più chiaro e più lieve".

Potrebbe interessarti: http://www.lecceprima.it/eventi/cultura/filastre-gianni-de-blasi-martano.html
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venerdì 27 dicembre 2013

Si apre oggi - venerdì 27 dicembre - le Mani e l'Ascolto


Un'immagine di Vittorio Pagano in un disegno di Santa Scioscio

La dedica che apre e titola la rassegna – oggi venerdì 27 dicembre - è a Vittorio Pagano, “l'altro Vittorio”, l'irregolare. Intellettuale e poeta leccese Vittorio Pagano - nato a Lecce nel 1919 e qui scomparso nel 1979 - è “una di quelle autentiche figure di intellettuali avide di cultura che si trovano a volte con stupore in provincia” così lo ricordava Maria Corti. Pagano con il coetaneo Bodini soprattutto e con Girolamo Comi, Vittore Fiore, Michele Pierri, il più giovane Ercole Ugo D’Andrea ed altri ancora, appartiene a quei letterati e poeti della Puglia del Sud che il dibattito del secondo dopoguerra arrivò a differenziare su ipotesi diverse, in quella che il critico e ispanista Oreste Macrì ebbe a definire “la diaspora salentina”. 
Nel corso della serata di apertura le letture dei testi del poeta a cura di Simone Giorgino, un contributo in video di Rina Durante che racconta Vittorio Pagano (a cura di Caterina Gerardi) e l'intervento di chi ha conosciuto e collaborato con il poeta. 

La copertina del libro di Alessandra Nicita edito da Besa

A seguire Ippolito Chiarello presenterà “Arrivò l'amore e non è colpa mia”, raccolta di versi di Alessandra Nicita, Besa editrice, un libro che racconta “un bellissimo, rocambolesco e garbato viaggio attraverso tutto quello che sappiamo, ma non sappiamo di sapere”. I suoni della serata saranno quelli di Chiara Rucco al flauto e di Andrea Rucco al pianoforte.

La poesia di Vittorio Pagano
Scrive in un saggio ultimamente pubblicato su Spagine Silverio Tomeo:
"(...) Nei versi di Vittorio Pagano, come in quelli di Vittorio Bodini e di Tommaso Fiore, lampeggiano visioni numinose e vivide del Sud. Per Pagano l’incertezza frattale del paesaggio salentino sta nella forma che “una nuvola ripete”, e il mistero “è quello della luce/che splende e non esiste”, la luce meridiana. Nella percezione quasi tellurica, quasi contigua con la catastrofe, di una secolarizzazione infinita del Sud in cui giocano più libere e disincarnate le figure del sacro, non c’è tanto una linea di resistenza alla modernità, come sembra credere Franco Cassano per Pasolini, ma solo alla modernità reale, o meglio ancora alla modernità senza modernizzazione e democratizzazione.
Nella poesia di Pagano si transita dalle invettive e dallo scompiglio di un mauditisme mimato e agito come voce del dissidio, quasi una variante esistenziale del tragico, a veri e propri canti di preghiera. Le figure, che nei versi si incontrano, della grecità e della cristianità, sono quelle ormai disincantate di questa secolarizzazione che non finisce mai, come un’analisi ininterrotta, come un’aporia temporale, come un metabolismo sotterraneo. L’addio infinito ai miti del Sud, la partenza e la fuga sognate e sempre differite, il sogno di un ritorno (nostos) senza partenze, il senso di una generazione accomunata da slanci ed entusiasmi prima, poi da delusioni e ricadute, e che la diaspora del dopoguerra arriva a dividere. Il senso di un’oscura responsabilità verso la città e la terra salentina, le “impressioni di città” rintracciate nello smarrimento urbano, sono altrettante tonalità della ricerca poetica di Pagano. Da segnalare al riguardo i Reportages di città e altre prose (Conte editore, 1996), una raccolta di narrazioni e articoli di Vittorio Pagano.
In Bodini come in Pagano c’è la citazione sottintesa e colta dei poeti tradotti. Nei versi di Vittorio Pagano agisce talvolta un Poe ormai baudelariano, molto spesso Villon, persino l’elegante Verlaine, quindi Mallarmé e l’ombra più notturna di Baudelaire, in una sorta di citazionismo che non esclude Valéry e i paradossi di Apollinaire. In Bodini, naturalmente, agiscono stilemi di García Lorca e soprattutto di Rafael Alberti. C’è da aggiungere che questo avviene, in Pagano, in un esplicito omaggio al fiore della lirica italiana, sin nello spazio della sua molteplice tradizione metrica e formale, ma in un rapportarsi alle “cellule orfiche” ben presenti nel moderno. I versi inediti di Pagano, le sue ultime poesie, si indirizzano verso forme metriche più libere e l’abbandono della rima. Della produzione poetica di Vittorio Pagano possiamo accedere ben poco, oltre la breve raccolta che appare nell’antologia di Ennio Bonea, e solo in introvabili pubblicazioni o in fotocopie amatoriali.
Si attende a tutt’oggi, ma ancora inutilmente, un’iniziativa editoriale degna che ripubblichi le plaquettes dove il poeta, in poche centinaia di copie numerate, ebbe a pubblicare Calligrafia astronautica (1958), I Privilegi del povero,  in quattro volumetti con testi dal 1939 al 1959, il poemetto Morte per mistero (1963), Zoogrammi (1964). A questi libricini in copie numerate c'è da aggiungere una ulteriore produzione del tutto inedita che arriva sino alla fine degli anni ’70.

venerdì 20 dicembre 2013

L'altro Vittorio. Pagano l'irregolare

Vittorio Pagano in un disegno di Santa Scioscio tratto da una fotografia del poeta
L'edizione numero tredici de le Mani e l'Ascolto è dedicata a
 "L'altro Vittorio. Pagano l'irregolare"

"Oreste Macrì parla dei “due Vittorio gitani” (il pitagorico ispanico Bodini e il leccese-barocco Pagano) nella sua prefazione a L’ora di tutti di Maria Corti (Bompiani, 1997). 
(...) Nel secondo dopoguerra, nella città dove ha scelto dolorosamente di restare, Vittorio Pagano avverte presto l’ombra del disincanto dopo gli anni delle speranze di rinascita civile e intellettuale. Il riformismo senza riforme, le ricadute, soprattutto al Sud, del cosiddetto miracolo economico. In un quadro sociale angusto e in un sistema politico bloccato, agli intellettuali si richiedono o conformismo o appartenenze. In un tempo di povertà, in cui cresce il deserto, la poesia non riesce più a essere un linguaggio di redenzione, si rifugia in un esercizio calligrafico privato, è poesia d’occasione, poemetto conviviale, traccia personale di comunicazione elettiva.
Pagano rende clandestina la sua poesia e sono ancora ignote le sue carte inedite, tranne qualche lirica. La sua attività di critico d’arte, di francesista colto e autodidatta, di organizzatore editoriale e culturale, è estranea al formarsi di un’ università a forte ipoteca patrimonialistica. Pagano si impegna poi come educatore nel Centro di rieducazione per minorenni.
La consapevolezza del tragico, l’addio ai miti del Sud, l’impossibilità e la necessità della redenzione, la percezione del moderno e dello spaesamento urbano. Vittorio Pagano non si presta facilmente all’interpretazione di epigono di un ermetismo barocco e meridionale, poeta di devozioni domestiche, virtuoso artefice di mimesi simboliste, maudit di provincia. Siamo piuttosto di fronte a un simbolismo tragico e secolarizzato, consapevole del moderno. Alfonso Gatto, Libero de Libero, Giorgio Caproni, Leonardo Sinisgalli, Vittore Fiore, lo stesso Vittorio Bodini , rappresentano una costellazione fraterna e rammemorante in cui Pagano attende di essere meglio situato. Macrì ricorda Pagano nel 1980, nel 1986 e infine nella prefazione all’ultima edizione del romanzo L’ora di tutti di Maria Corti, una delle ultime cose che ha scritto, sempre in una concezione benevola ma riduttiva di ermetismo barocco-meridionale. Lo stesso Macrì raccoglie e pubblica con una prefazione via via rimaneggiata le poesie di Bodini, ma ne fraintende volentieri lo spirito sovversivo e moderno, annegandolo in riferimenti archetipi e simbolici della terra-madre, idealizzando una provincia letteraria come “piccola patria” in una colta retorica della territorialità. Poi la chiacchiera accademica localistica si è sempre mossa parassitariamente sulle vecchie interpretazioni di Macrì, spesso aggravandole di moralismo e bigottismo, nel solco dell’incomprensione, del fraintendimento, dell’addomesticamento.
Per Vittorio Pagano la fine delle speranze e del dibattito del dopoguerra, la fine dello spazio autonomo di organizzazione culturale, coincide con il suo silenzio, con la sommersione del suo lavoro letterario, in parte con la solitudine e l’appartarsi. Il trauma dell’invasione dell’Ungheria del  1956 è sottotraccia, ma presente, in Pagano e in Bodini. I fermenti e le insorgenze collettive della fine degli anni sessanta, che molti leggono come un’accelerazione del processo di modernizzazione del paese  e insieme di rinnovamento delle culture, contribuiranno ad aprire quelle porte che apparivano chiuse quando – ed era il maggio del 1945! – Pagano scriveva nel Lamento del “Provinciale”: “non abbiamo che finestre a cui affacciarci da tormentose altezze, senza porte da schiudere al mondo, stancamente pensosi d’una scala di seta che consenta l’ascesa di rinnegate presenze, col senso di una mirabolata avventura” (...)". 

Silverio Tomeo

mercoledì 18 dicembre 2013

Le Mani e l'Ascolto 2013-2014 - Il programma

La copertina del numero monografico del Pensionante de' Saraceni dedicato a Vittorio Pagano

Fondo Verri - Presidio del Libro Lecce
Iniziativa promossa da Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo
Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce
Friends of “Lecce 2019” Reinventare Utopia

Le Mani e l’Ascolto XIII edizione
Incontri con il pianoforte tra parole e suoni

Per l'altro Vittorio. Pagano, l'irregolare
27, 28, 29, 30 dicembre 2013 / 2,3,4,5,6 gennaio 2014

Inizio delle serate ore 19.30

Le Mani e l’Ascolto ritorna, una consuetudine dell'Associazione Culturale Fondo Verri Presidio del Libro di Lecce per le festività del Capodanno.
Una rassegna di parole e di suoni, “intorno” al pianoforte, giunta alla tredicesima edizione.
L'edizione 2013-2014 sarà dedicata a Vittorio Pagano, “l'altro Vittorio”, con Bodini. Intellettuale e poeta leccese Vittorio Pagano (Lecce, 1919-1979) è “una di quelle autentiche figure di intellettuali avide di cultura che si trovano a volte con stupore in provincia” così lo ricorda Maria Corti. L'altro Vittorio viene ricordato nella Storia della letteratura meridionale di Aldo Vallone (Napoli, 1996), come traduttore dal francese e animatore di riviste e plaquettes: il Critone, con la sua serie di volumetti Quaderni del Critone. Assieme al coetaneo Vittorio Bodini soprattutto, a Girolamo Comi, a Vittore Fiore, a Michele Pierri, al più giovane Ercole Ugo D’Andrea ed altri, appartiene a quei letterati e poeti della Puglia del Sud che il dibattito del secondo dopoguerra arrivò a differenziare su ipotesi diverse, in quella che il critico e ispanista Oreste Macrì ebbe a definire “la diaspora salentina”.
Nel corso della rassegna libri, esperienze autoriali, ricerche sonore e visuali in una maratona di ascolti avrà luogo e pubblico dal 27 dicembre al 6 gennaio.
Il costante contatto con la scena creativa (musicale e letteraria) è una delle prerogative del Fondo Verri. Le Mani e l’Ascolto rinnova il desiderio di costruire avventure sonore proponendo repertori che hanno il far musica come elemento di guida e di raccordo delle performance, pretesto di incontri, scambi, creazioni, in una tensione di ricerca che attraversa i generi, i modi d’espressione, l’arte con le sue con-fusioni esistenziali e con il rigore che interviene a fare stile, segno, lingua. Un appuntamento ormai consueto nel cartellone che l’Amministrazione Comunale di Lecce stila e promuove per le festività del Natale e del Capodanno.
L'edizione 2013-2014 guarda in particolare alla scena degli autori e dei catautautori salentini. Alla canzone, nuova frontiera della prolifica scena musicale nostrana senza escludere la musica classica e la ricerca...

Il programma

venerdì 27 dicembre
L'omaggio: “Vittorio Pagano, l'irregolare”. Letture a cura di Simone Giorgino. Con un contributo in video di Rina Durante che racconta Vittorio Pagano (a cura di Caterina Gerardi) con l'intervento di chi ha conosciuto e collaborato con il poeta.
Il libro: Ippolito Chiarello presenta “Arrivò l'amore e non è colpa mia”, di Alessandra Nicita, Besa editrice
I suoni sono quelli di Chiara Rucco al flauto e di Andrea Rucco al pianoforte

sabato 28 dicembre
I libri: “Quanto mi dai se ti uccido?”, di Walter Spennato, Besa
e “Filastre”, di Francesco Cuna e Gianni De Blasi, Lupo
Le canzoni: Raffaele Vasquez in “Me”

domenica 29 dicembre
Il libro: “L'isola sulla terra” di Edoardo Micati, Citta Futura edizioni
Le canzoni: Max Vigneri con Josh Chiriatti al piano e Maurizio Cianfano alla chitarra in “Raccattastorie”

lunedì 30 dicembre
I libri: “Le ali del gabbiano” di Vincenzo Pisanò, Edizioni Segno
e di Rocco Boccadamo, “Una matinée al Santalucia”, AGM edizioni
Le canzoni: Luigi Mariano e Francesca Romana in duo

giovedì 2 gennaio
Il libro: “Profilo di don Pablo”, poema di Maurizio Nocera edito da Tallone
e “La pietra àzulum, nel cuore delle Ande" di Maurizio Nocera “ di "léndaro G. càmiless &dizioni clandestine”.
La musica: Rocco Causo in “Clarinettisticamente parlando”

venerdì 3 gennaio
Il libro: “Mannaggia santa pupa”, di Danilo Siciliano per Lupo
Le canzoni: Pierpaolo Lala con Marcello Zappatore in “Non sono un cantautore”

sabato 4 gennaio
Il libro: "Ho premuto il tasto invio", di Daniela Sasso per Edizioni Adef, presenta Giorgia Salicandro.
Le canzoni e la musica sono di Palmiro Durante, Rocco Nigro, Emanuele Licci
e Ninfa Giannuzzi in “La calma dell'inverno”

domenica 5 gennaio
L'omaggio: Taranto nei versi di Angelo Lippo
Il libro: “Il sognatore” di Francesco Corradduzza edizioni “L'Erudita”
Le canzoni: Massimo Donno voce e chitarra, accompagnato dal flauto di Gianluca Milanese, da “Amore e marchette”.

lunedì 6 gennaio
Il libro: “Questa terra è la mia terra” a cura di Camillo Robertini edizioni La Toletta, presenta Massimo Melillo
La musica è quella di Tran(ce)formation duo con Giorgia Santoro flauti e Adolfo La Volpe corde

Nel corso della rassegna gli interventi di Mino De Santis e di Beppe Lia

Il Fondo Verri è a Lecce in via Santa Maria del Paradiso, 8 (nei pressi della Chiesa del Rosario – Porta Rudiae)
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