sabato 1 ottobre 2016

Si è conclusa a Lecce l'XI edizione di Luoghi d'Allerta



La Torre di Belloluogo a Lecce

Associazione Culturale Fondo Verri – Presidio del libro di Lecce
Assessorato alla Cultura Turismo e Spettacolo della Città di Lecce
Giornate Europee del Patrimonio “#Culturaèpartecipazione”
Associazione Presidi del Libro
Festa dei Lettori “Leggo Ergo Sum - FAI leggere”

Luoghi d’Allerta 2016 - XI edizione
Visite e itinerari culturali e di spettacolo

Lecce, Parco di Belloluogo
sabato 24 settembre 2016, dalle 17.00

Si è conclusa a Lecce, sabato 24 settembre 2016 (dalle 17.00), con una visita dedicata al Parco di Belloluogo l’undicesima edizione di “Luoghi d’Allerta, visite e itinerari di spettacolo” promossi dal Fondo Verri - Presidio del libro di Lecce.
L’appuntamento è stato realizzato con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Città di Lecce nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio sul tema #Culturaèpartecipazione e in concomitanza con la Festa dei Lettori quest’anno titolata “Leggo Ergo Sum - FAI leggere” che l’Associazione Presidi del Libro promuove in tutta Italia nell’ultima settimana di settembre.
                      
Titolo della visita - che ha avuto inizio alle 17.00 - “Ti Racconto Belloluogo”, per conoscere la storia del Parco e della Torre che furono in epoca lontana rifugio di una delle più significative figure della storia antica della nostra città: Maria D’Enghien (1367) Principessa di Taranto, Regina di Napoli e Sicilia e Contessa di Lecce dal 1384 fino alla sua morte il 9 maggio 1446. Maria, donna illuminata, fu promotrice di cultura e di arte, accolse nella sua corte numerosi artisti da tutta Italia e creò una Scuola d’arte a Galatina che formò maestri eccellenti.
La torre medievale fu costruita nel Trecento voluta da Gualtiero di Brienne, all'ingresso nord della città. Esempio di architettura militare angioina, la torre di forma cilindrica risulta essere ancora circondata dal fossato originario pieno d'acqua. Al suo interno conserva alcune stanze e un'interessante cappella riccamente affrescata. Gli affreschi, della fine del XIV secolo, raffigurano scene della vita di Santa Maria Maddalena, i quattro evangelisti, un Cristo benedicente e sette profeti.
Guida della visita con Maurizio Nocera e Piero Rapanà è stata la scrittrice Rossella Barletta, autrice del libro "Maria d'Enghien, donna del medioevo". Ad accompagnare il “cammino” la voce di Meli Hajderaj e la fisarmonica di Bruno Galeone, a condurci alla torre l’attrice Tiziana Buccarella interprete e autrice di “Maria d’Enghien” – Omaggio a una donna senza tempo". Tiziana Buccarella, formatasi al Centro Sperimentale del Teatro a Roma, riporterà ai giorni d’oggi il personaggio della Contessa di Lecce facendola tornare in vita per parlar di sé e precisare quale fu il suo ruolo nell’epoca in cui visse e operò, con l’intento di fare chiarezza sulle ombre che gli stessi suoi biografi vollero trovare limitandone il valore.



[Contatti: 327-3246985]

giovedì 15 settembre 2016

Luoghi d'Allerta sul Poggio di Sant'Elia


Il Convento di Sant'Elia


La cantiga de la Serena

Sabato 17 settembre, a partire dalle 19.00, il Fondo Verri – Presidio del Libro di Lecce presenta la penultima tappa di “Luoghi d’allerta. Visite e itinerari culturali e di spettacolo” realizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Trepuzzi sul poggio che ospita il Convento di Sant’Elia, in cima alla strada che collega Campi Salentina con Squinzano.
La passeggiata sarà guidata dal “dissipatore di storie Maurizio Nocera.
Il monastero - costruito nel 1575 per volontà del barone di Campi, Luigi Maria Paladini, che volle ospitare nel suo territorio una comunità di Cappuccini - sorge nel punto più alto della Valle della Cupa, un’ottima occasione per ammirare il vasto panorama a valle prima di esplorare il bosco che ospiterà le incursioni narrative e poetiche di “Che fortuna sono qui!” spettacolo interpretato da Piero Rapanà per i versi di Campana, Bodini, Verri, De Candia, Gualtieri e per le musiche del sassofonista Roberto Gagliardi. I discorsi di un “folle”, uno spunto necessario per poter formulare un ode a ciò che è rimasto indietro, inesorabilmente perso nello stritolante andare del “progresso”. La memoria protagonista, madre necessaria del sapere, della conoscenza nella consapevolezza della necessità di un’inversione, di un rallentamento capace di ridefinire la natura del nostro vivere.
A chiudere la serata il concerto “La Cantiga de la Serena” con la voce di Fabrizio Piepoli che si accompagna con il santur e le percussioni; il flauto traverso, l’ottavino, il flauto basso, il bansuri, lo xiao, la conchiglia e i cimbali di Giorgia Santoro; il liuto arabo, il saz, la chitarra portoghese, il bouzouki, e la chitarra classica di Adolfo La Volpe. Un viaggio mosso dalla necessità di andare a cercare l’origine, il primo seme della sensibilità musicale in un tempo dove il ‘passato’ coniuga il suo ‘remoto’ e il suo ‘prossimo’ andando a cercare lì dove la melodia ha trovato il primo accordo.

venerdì 9 settembre 2016

Luoghi d'Allerta porta i canti a Guagnano





Mino De Santis

Alessandra De Luca 

Si torna a camminare, sabato 10 settembre, dalle 20.30, a Guagnano quinta tappa di “Luoghi d'Allerta”, visite e itinerari culturali e spettacolo promossi dal Fondo Verri – Presidio del Libro di Lecce. Il cammino fa tappa, nelle Terre dell'Arneo. territorio intriso di memoria e di sapori antichi; guida della visita il dissipatore di storie, il professore Maurizio Nocera insieme all'attore Piero Rapanà. Ad animare il cammino gli ascolti da “La cultura dei Tao” di Antonio Verri un audio libro, edito da Spagine, sulle tradizioni, gli usi e gli oggetti della vita contadina con le voci di Simone Giorgino, Simone Franco, Giovanni Rapanà, Angela Gaetano e le musiche di Valerio Daniele; nel corso della passeggiata i delicati canti di Alessandra De Lucae a chiudere la serata lo straordinario interprete di usi, costumi, gioie, dolori, sempre profondo e ironico Mino De Santis accompagnato da Pantaleo Colazzo. L’appuntamento è al Museo del Negroamaro. La visita è organizzata dal Fondo Verri in collaborazione con il Comune di Guagnano, Assessorato al Marketing Territoriale.

sabato 20 agosto 2016

Luoghi d'Allerta nel giardino megalitico di Giurdignano


Il menhir di San Paolo


Nuovo appuntamento per Luoghi d’Allerta, visite e itinerari di spettacolo proposti dal Fondo Verri – Presidio del libro di Lecce; si torna a camminare, domenica 21, nel giardino megalitico più esteso d’Italia, dolmen e menhir nella pace delle campagne di Giurdignano. Il canto dei grilli e delle cicale, il profumo della terra rossa e dei fichi, il brusio argentato delle foglie degli ulivi guideranno i visitatori alla scoperta di questo specialissimo luogo d’allerta, sul tappeto di storie e aneddoti raccontati dallo scrittore Maurizio Nocera.
Con le leggende sussurrate dalle “sacre pietre” gli interventi dei Piccoli Tamburellisti di Otranto; di Giorgia Santoro con i suoi “Déjàvu”; dell’attore Renato Grilli che presenta “Alle Due Coppe a Demetra a Dioniso e a Gea la madre terra .Inni Omerici VI  sec. a.C.”; del cantastorie Salvatore Brigante con la sua performance “Il brigante pensatore tra colori note e poesia” e il duo composto da Leone Marco Bartolo e Julia Puretti con canti e impressioni sugli estremi meridionali, “dove il sole non è solo cuore e amore, e per dire no si schiocca la lingua”. 
L’appuntamento è organizzato dal Fondo Verri in collaborazione con il Comune di Giurdignano.
L’inizio della visita all'ingresso del percorso megalitico alle 20.30.
Ingresso libero. Info: 327/3246985 (Piero Giovanni Rapanà)

martedì 16 agosto 2016

Lontani canti sacri di dove sono nato

Un invito speciale ai poeti e a chi ama la musica e la poesia..


Il poeta e musicista Matiah Eckhard

Martedì 23 agosto, dalle 20.00, al Fondo Verri
Comasia Acquaro e Angela Biancofiore
presentano il poema “Lontani canti sacri di dove sono nato”
di Matiah Eckhard

Scrive Angela Biancofiore: “Come piccole gocce di luce sulla pagina, Matiah ha distillato il suo percorso poetico. Il dolore gli ha reso la vita preziosa, la malattia ha aggiunto valore alla luce del sole, alla mano di un amico, ad uno sguardo d’amore. Poesie piene di luce, che sgorgano da un’intimità oscura dove forze incommensurabili si scontrano a piegare la vita del corpo.

La copertina del libro


Matiah Eckhard è nato a Montpellier il 7 gennaio del 1995, è stato poeta, pianista e compositore. Allievo del conservatorio di Montpellier nelle sezioni pianoforte e jazz, ha partecipato come pianista a numerosi concerti. In seguito ad una grave malattia, Matiah scompare il 10 gennaio 2014. Il suo libro di poesie “Lontains chants sacrés d’où je suis né, è stato pubblicato nell’aprile 2014 dalle edizioni Euromédia. Nel 2015 l’associazione Euromédia ha creato un premio di poesia annuale, il Concorso di Poesia Matiah Eckhard, destinato ai giovani poeti e compositori dai 12 ai 25 anni.
Ancora le parole di Angela Biancofiore a descrivere la poesia di Eckhard: “La parola si erge, al di sopra del dolore fisico, per ricordare la sua appartenenza a qualcosa di remoto e non ben definito: «lontani canti sacri». Una parola che diventa sempre più consapevole del suo canto segreto, quando il pensiero poetico esplora la pura presenza al mondo.

Nelle poesie, come pure gocce di luce, possiamo percepire qualcosa che va al di là del loro senso ordinario, quotidiano. Assistiamo ad un poderoso sforzo dello spirito teso verso la sua realizzazione : l’autore ci invita a leggere dentro, ci spinge a conquistare il segreto, l’intimo frutto nascosto dentro al guscio del linguaggio.

Sotto la pelle scalfita delle parole, ritroviamo un orizzonte immenso, senza limiti, « non inquinato dall’intelletto umano », e la lettura, come cammino iniziatico, ci guida verso uno spazio aperto che abbiamo perso e - per un attimo - dimenticato.
Ci addentriamo, assieme al poeta, in una sfera di vita oltre il tempo e lo spazio, dove il mondo si esprime essenziamente come scambio continuo di materia ed energia.
Il poeta intende collegarsi a questa visione del mondo, dove passato e futuro perdono la loro ragion d’essere, e dove soltanto esiste il presente della coscienza.
In questa nuova dimensione, l’io si dissolve per aprirsi all’altro, in un movimento ininterrotto di radicale generosità :

«dare se stessi come acqua da bere all’universo
immaginarsi nel dono di sé fuori da noi stessi.
Allora sono io quest’acqua che sgorga incessantemente dalla roccia
sotto la luce armoniosa.»

Matiah, profondamente poeta e musicista, vive la piena presenza poiché riesce a percepire il mondo come risonanza:

«Così vibrerò in armonia con l’universo,
diventerò una corda unica
ma compiuta nella lira cosmica.
Diventare un tutt’uno con il Cosmo ».

Ecco l’atto supremo: la parola esprime, in modo conciso e sublime, il gesto di liberazione dall’attaccamento al corpo e all’io. La poesia di Matiah si rivela come dono prezioso se abbiamo il coraggio di leggere dentro e di operare su di noi quella trasformazione profonda che ci permette di giungere alla piena presenza. Finalmente liberi dai concetti, possiamo prestare ascolto al puro suono del mondo”.