sabato 30 luglio 2016

Luoghi d'Allerta a Copertino



Secondo appuntamento a Copertino nei luoghi di Santa Maria di Casole - domenica 31 Luglio dalle 20.30 - per l’undicesima edizione di Luoghi d’Allerta visite e itinerari di spettacolo promossi dall’Associazione Culturale Fondo Verri (Presidio del libro di Lecce).

Santa Maria di Casole
Piccole avventure, dedicate all’attenzione, cammini fatti di parole, di visioni, di silenzi e di stupore.
Un’esperienza di “itineranza” che, per sua natura, non ha mai voluto cedere alla “logica dei grandi eventi”, preferendo praticare una strategia di stretto contatto tra artisti, pubblico e territorio, tutti co-autori dell’accadere in un’azione comune. Un atto di poesia, in cui i luoghi e chi li abita si fanno attori di un racconto in divenire, costruito camminando per borghi, tratti di costa, vecchie masserie, castelli e centri storici, per celebrare il Salento, la sua bellezza, la sua storia, il suo essersi scrollata di dosso il “rimorso” pur rimanendo terra onirica, di incanto e malinconia. 

La locandina di "Che fortuna sono qui!"
Ad accogliere il nostro cammino poetico domenica 31 Luglio dalle 20.30 è un luogo sospeso nel tempo: la chiesa di Santa Maria di Casole, nelle campagne di Copertino, con i suoi spazi verdi e i resti del suo convento. Pietre intrise di storie da raccontare: a farlo saranno il nostro storico cicerone, professor Maurizio Nocera, lo scrittore filosofo e critico letterario Antonio Prete e Cosimo Franco, presidente dell’associazione di volontari dedicata a Fra’ Silvestro Calia, la cui celletta affrescata è ancora visibile tra i ruderi di questo suggestivo sito.
Subito dopo la visita, i versi dei poeti Dino Campana, Antonio Verri, Vittorio Bodini, Edoardo De Candia, Mariangela Gualtieri e Salvatore Toma riprendono voce nello spettacolo teatrale “Che fortuna sono qui!”, in scena con Piero Rapanà, il musicista Roberto Gagliardi.
Ingresso gratuito.
La serata rientra nel cartellone estivo del Comune di Copertino “Io che amo solo te” curato dall’Assessore alla Cultura Cosimo Lupo.

Info: Piero Giovanni Rapanà327/3246985

venerdì 22 luglio 2016

Torna Luoghi d'Allerta, ecco l'XI edizione



Si torna a camminare nei Luoghi d’Allerta. Il Fondo Verri di Lecce presenta l’undicesima edizione del suo calendario di visite guidate per canti, suoni e storie attraverso il Salento.Piccole avventure, cammini fatti di parole, visioni, silenzi e stupore: sono tutto questo i Luoghi d’Allerta, che nell’edizione 2016 propongono sette tappe, partendo il 24 luglio da Torre Lapillo, e approdando per il gran finale il 24 settembre al parco di Belloluogo di Lecce, dopo aver fatto incursione a Copertino, Soleto, Giurdignano, Guagnano e Trepuzzi. 

L'immagine dell'edizione 2016 è di Valentina Sansò

Per chi li incontra per la prima volta, i Luoghi d’Allerta sono un’esperienza di “itineranza” che, per sua natura, non ha mai voluto cedere alla “logica dei grandi eventi”, preferendo praticare una strategia di stretto contatto tra artisti, pubblico e territorio, tutti co-autori dell’accadere in un’azione comune. Sono un atto di poesia, in cui i luoghi e chi li abita si fanno attori di un racconto in divenire, costruito camminando per borghi, tratti di costa, vecchie masserie, castelli e centri storici, per celebrare il Salento, la sua bellezza, la sua storia, il suo essersi scrollata di dosso il “rimorso” pur rimanendo terra onirica, di incanto e malinconia.
Attori e autori, storici e intellettuali, musici e cantanti si fanno, per ogni Luogo d’Allerta, “cantori” e officianti di un “rito laico” che ha mischiato sensibilità e vocazioni in un agire di linguaggi, segni, azioni. Un agire ricco di richiami, echi, contenuti, storie e tracce che ancora nutrono. Alleati il teatro, la danza, la musica, il canto, i libri, le memorie degli “ultimi” vecchi, messe insieme a sperimentare una comunicazione “sottotraccia”, acustica, diretta: la “de-crescita” di forme artistiche che, nella sovraesposizione mediatica dettata dal Tempo, hanno perso la loro carica di interazione po-etica.

I Luoghi d’Allerta 2016 attraverseranno in lungo e in largo il Salento secondo il seguente calendario:

Domenica 24 Luglio Torre Lapillo
La prima visita è dedicata a Pietro Parenzan, fondatore del Museo di Biologia marina. Reading teatralizzato e musicato dal libro “Vita agitata”, autobiografia di Pietro Parenzan (Congedo, 1986). Con Giovanni Rapanà e Gianni Minerva e musiche di Robero Gagliardi. Musica e parole dal libro “Il Mare per le conchiglie” (Edita Casa editrice & libraria, 2014) di Mimma Leone, letture di Mauro Marino e musiche di Stefania Fracasso e Meli Hajderaj.

Domenica 31 Luglio Copertino - Chiesa di Santa Maria di Casole
Speciale visita al luogo, alla sua storia e alla sua anima guidata dal professor Maurizio Nocera insieme all’Associazione Fra’ Silvestro che cura e custodisce la sua memoria. Ai racconti seguirà lo spettacolo teatrale “Che Fortuna, sono qui”, viaggio poetico-sonoro nei versi di Dino Campana, Antonio Verri, Vittori Bodini, Edoardo De Candia, Mariangela Gualtieri, Salvatore Toma. In scena, l’attore Piero Rapanà e il musicista Roberto Gagliardi.

Domenica 7 Agosto Soleto - Centro storico
La visita inizia con la presentazione del volume “Soleto ritrovata” a cura di Inculture. Sarà l’affascinante e sapiente narrazione di Maurizio Nocera, insieme a Piero Rapanà, ad accompagnare il pubblico nel percorso che fa tappa a Palazzo Carrozzini, chiesetta di Santo Stefano, piazza Garibaldi, casa di Matteo Tafuri e, infine, Corte Santo Spirito. A mettere note e versi alla serata saranno virtuosi artisti: la flautista Giorgia Santoro in “Déjàvu”, la pianista Luana Ricci, le performance attoriali di Renato Grilli e i Suoni Nudi di Adriana Polo, Stefania Polo e Ivano Lia. A chiudere la serata, la Salento Funky Orchestra.

Le visite proseguiranno:

Domenica 21 agosto - Giardino megalitico di Giurdignano
Sabato 10 settembre - Centro storico di Guagnano.
Sabato 17 settembre - Monastero di Sant’Elia Trepuzzi.
Sabato 24 settembre - Parco di Belloluogo a Lecce.

Per il programma completo e dettagliato di ciascuna tappa consultate il nostro sito www.fondoverri.blogspot.com.

Info: Piero Giovanni Rapanà327/3246985

giovedì 30 giugno 2016

La presentazione del Journal di Antonio L. Verri

Sarà presentato - venerdì 8 luglio, alle 19.30, nel cortile del Conservatorio Sant’Anna, a Lecce il “Journal” di Antonio Leonardo Verri curato, nell’edizione di Spagine (Fondo Verri Edizioni), da Maurizio Nocera e Mauro Marino. 



Con i curatori interverranno l'Assessore alla Cultura del Comune di Lecce Luigi Coclite e Simone Giorgino.

Interventi musicali di Federico Guido.
 
 
Antonio in bicicletta a Caprarica in una foto di Fernando Bevilacqua

Un diario privato, la prima pagina è del 7 ottobre 1983 e via fino all’8 luglio del 1992 (i giorni della scomparsa di Edoardo De Candia) con in mezzo una lunga pausa. Giorni travagliati e mai facili.
Scrive in apertura della sua agenda Verri: “Pare proprio che di un Jurnal non se ne possa fare a meno. Per un po’ ho resistito. Ma poi… Affascina, come sempre, la pagina o il ‘posto’ che, guarda guarda, è unico, è necessario: mah! L’arsura, poi, per lo scritto: tanti bei righi uno sotto l’altro (l’ardore si aggiunge all’arsura), la possibilità di andare a braccio, il tempo che sai che azzanna il narciso che sei”.
Pagine utili per comprendere quale era il clima del fare culturale negli anni Ottanta - Novanta, nel Salento in una dimensione molto diversa da quella a noi contemporanea. Avventure, progetti, scazzi, malumori, entusiasmi e non se la prenda chi, citato, potrà sentirsi vilipeso nel suo sentimento di amicizia verso Antonio Verri; su tutto domina l’inquietudine, compagna e generatrice del suo fare, della sua inesauribile costanza.
Scrive Verri il 7 novembre 1983: “Accidenti, mi corrono i giorni così, quasi per niente. Oggi finalmente un po’ di tempo per scrivere qualcosa. Mi sto accorgendo che tempo per il «Journal» lo trovo. Rabberciamenti e spunti sul ‘racconto’, su me (ma mi vado a genio come operatore di cultura, per altro sono un fallimento!), non mi è difficile, ma ho il vizio di distrarmi”.

lunedì 27 giugno 2016

La poesia di Osvaldo Piliego al FV



Lunedì 27 giugno alle ore: 21,00 presso il Fondo Verri (Via Santa Maria del Paradiso 8) di Lecce Osvaldo Piliego presenterà "justalovesong" una piccola raccolta di poesie e canzoni mai musicate, appena uscito per Spagine - Magazzino di poesia a cura di Mauro Marino (Fondo Verri). 

Osvaldo Piliego

Emozioni, narrazione, movimento. Sono queste le parole chiave per parlare della raccolta di versi di Osvaldo Piliego, già autore dei due romanzi "Fino alla fine del giorno" (2011) e "La città verticale" (2015) pubblicati da Lupo Editore. "Una sottile nostalgia sottende a tutti i suoi versi, una nostalgia che pervade la raccolta e che porta con sé il profumo di cose andate, l’ombra dei morti, città visitate, amici perduti, o, più genericamente, una felicità sfumata al fondo di un bicchiere; amore, che è il sentimento base, la sola cosa che riesce a mitigare, se non spegnere, la spinta distruttiva del demone; tristezza, che è cosa diversa dal dolore, che non entra quasi mai in questa poesia, dove è la tristezza, col suo velo leggero a dettare il ritmo sommesso della versificazione", sottolinea Dario Goffredo nell'introduzione. "Pur essendo lontani dagli stilemi classici della poesia di narrazione, i testi raccontano, pur nella loro liricità. E sono popolati da personaggi. Osvaldo è un narratore, e i temi che traccia e affronta nelle sue poesie sono gli stessi che traccia e affronta nei suoi romanzi", continua. "È poesia di movimento perché è in continua mutazione, in corsa verso forme nuove di versi, di metri, di rime".
"La prima cosa che mi ha colpito leggendo questi versi è stata la naturalezza dellʼespressione, lʼautore possiede un timbro e una precisione che sono già “sue”, il che conferma la dimestichezza, non solo pubblica, col verso. Leggendo poesia cerco di accorgermi subito della presenza o mancanza di una “voce”, che è ciò che chiedo e spero sempre di trovare nella scrittura. Avere una voce propria, che faccia riconoscere i versi di un autore in mezzo agli altri, allo stesso modo in cui ci si volta, nella folla, quando si viene chiamati da una voce che riconosciamo come nostra amica, umana. La “voce” secondo me è unʼattitudine alla ricerca della concrezione del reale nel verso, la speranza di riuscire a dire se stessi e il mondo senza sovrapporre più di ciò che sia necessario tra essi, nel tempo che stringe", sottolinea nella postfazione lo scrittore ed editore Luciano Pagano. "Il momento della scrittura - in questi versi - è quello di chi tira le somme. Cʼè qui la consapevolezza per il trascorrere del tempo che non dà più il tempo di capire, di cogliere, di soffermarsi, che più procede in avanti e più sottrae spazio allʼumanità. Dʼaltra parte cʼè proprio il desiderio di fermare tutto. Lo spazio in cui si muove lʼautore è quello della città, urbana ma non metropolitana, in cui lʼindifferenza si è già presa tutto lo spazio che poteva, tanto che al massimo si può sperare in una tregua atemporale, temporanea, nella fuga verso la provincia, dove “ti muovi alieno/con un ritmo diverso/fuori tempo”, come è scritto in una poesia dedicata a Sergio Torsello. Per usare unʼespressione della poetessa Carla Saracino (scritta a proposito di Vittorio Bodini), ritornano nei versi di Piliego gli “spettri alla controra”, ma senza più nulla di poetico, nemmeno nella reminiscenza, sono “povera gente”, “rom sugli scivoli”, barboni avvinazzati, sono vinti & battuti, non avranno mai nulla per cui essere ricordati se non la loro stessa esistenza oramai avulsa dallʼinsensibile quotidiano".

giovedì 23 giugno 2016

La scrittura di Daniela Sasso al Fondo Verri



Venerdì 24 giugno 2016 dalle 19.30 al Fondo Verri il reading “Cronache letterarie e racconti di-versi” di Daniela Sasso che sarà accompagnata dalle voci di Andrea Bleve e Lara Sasso. 

Daniela Sasso

Scrive Daniela Sasso. “Sono nata un giorno. Poi - non so bene quando - ho imparato a scrivere e non ho più smesso... Per me la scrittura è la possibilità di liberarmi da ciò che ho dentro. La scrittura è per me possibilità di intrecciare sogno e realtà”.
Classe 1985, l’autrice nasce in provincia di Brindisi. Studia e consegue la maturità classica nel 2004 e si avvicina al settore sociale conseguendo il secondo diploma come Tecnico dei Servizi Sociali.Si appassiona alla Lingua Italiana dei Segni per non udenti e inizia il suo attuale lavoro come Assistente alla Comunicazione L.I.S. Il suo primo  libro è “Ho premuto il tasto invio” pubblicato da Edizioni ADEF nel Giugno 2013. Lei sa scrivere “dell’amore quello vero, quello che scivola tra le dita e non riesci a trattenere libero e grande... ad un passo dall'eternità!”.

La copertina di "Ho premuto il tasto invio"