lunedì 22 giugno 2015

La pedagogia di comunità, valutare per progettare



Giovedì 25 giugno, alle 19.30, al Fondo Verri, Salvatore Colazzo presenta “Senza scarti”, il volume – edito da Guida - rappresenta un momento di riflessione all'interno di un percorso di ricerca e di intervento di gruppo compiuto da alcuni anni sui temi dei saperi locali, dell'agrobiodiversità, della pedagogia di comunità. Circa quattro anni fa questo percorso maturato in alcune comunità locali del contesto salentino ha intersecato il progetto KHFA finanziato tramite il programma EuropeAid. Al termine del progetto, gli autori di “Senza scarti” sono stati coinvolti in qualità di relatori al "Primo colloquio residenziale interdisciplinare" sui temi della pedagogia di comunità, dell'empowerment comunitario, dello sviluppo locale.
Un file rouge percorre il volume: la tutela della biodiversità alimentare corrisponde ad una tutela delle comunità che di quella biodiversità sono custodi. Le differenze colturali si rivelano essere differenze culturali"
Il gruppo di ricerca coordinato dal professore Salvatore Colazzo. ha condotto una valutazione ex-post del progetto esaminando la portata sociale degli interventi realizzati, nella convinzione che il problema di fondo sia quello di assicurare continuità all’azione di sostegno comunitario, affinché i soggetti più deboli trovino non solo un minimo di protezione sociale, ma partecipino ad un movimento di reale integrazione delle loro istanze e dei loro bisogni.

Viaggio invisibile - Odissea Visionaria






Lunedì 22 giugno al Fondo Verri nuovo appuntamento con la ricerca e il teatro. Agostino
Aresu (in veste di regista) Daniela Diuirisi (artista sonora) e Arianna Fumagalli (artista visiva) presentano “Viaggio Invisibile – Odissea Visionaria” un progetto artistico multidisciplinare che ha preso forma attraverso azioni di arte relazionale e partecipata che continuano ad essere alimentate. Al Fondo verri l' installazione/performance della durata di circa 40' verrà ripetuta più volte nel corso della serata per circa 15/20 spettatori, dalle ore 18 in poi (fino alle 22).

Il progetto sotto forma di installazioni visive, sonore e azioni performative sitespecific, ha portato l’arte in spazi inusuali e, ancora oggi, sotto forma installativa e performativa, prosegue la propria avventura continuando a rivolgersi a un pubblico soprattutto di non addetti ai lavori. “Viaggio Invisibile” “è stata una coinvolgente esperienza umana e artistica che continua a sorprenderci e a trasformarsi” scrivono gli autori nella presentazione che accompagna il lavoro..
Il tema del lavoro è centrato sulle storie di migrazione e di lavoro in Sardegna. Sulla traccia dell’Odissea di Omero vengono narrate le gesta di un Ulisse multietnico e multiforme. Le voci di chi partì dalla Gallura negli anni ’60 per andare a cercare fortuna in continente o in Corsica, si sono intrecciate con quelle di chi è arrivato in paese più recentemente da altri luoghi, come il nord Africa o la Romania. Una particolarità del progetto è l’uso della lingua gallurese, la sua rilettura in chiave di teatro contemporaneo e l’incontro con altre varianti linguistiche.

venerdì 19 giugno 2015

Parte lesa al Fondo Verri


 
Paolo Celeste, Fanny Calò, Marco Vierucci


Venerdì 19 giugno, alle 21.00, il Fondo Verri sarà scena per la band brindisina “Parte Lesa” che in una suite acustica presenta “Lo scambio”. Con Marco Vierucci, Fanny Calò e Paolo Celeste. 

"La meraviglia esiste". La terra, la Puglia, la luna. Tre musicisti adolescenti di Brindisi nei primi anni '80 scelgono di chiamarsi "Carpentieri Cosmici".
A distanza di 30 anni si ritrovano come "Parte Lesa" con stessi sogni, stessa voglia, stessa grinta.
Alla luce della maturità Parte Lesa é quindi un'idea musicale che nasce nell'era del post-punk e cresce alla luce della sua evoluzione. I racconti di Fanny Calò, mezzosoprano prestato al punk e viceversa, descrivono un vissuto ruvido, sanno di disincanto e di speranza al tempo stesso.
Un viaggio in una storia di un altro genere accompagnata dai suoni di Paolo Celeste e Marco Vierucci.  La raccolta si intitola "Lo Scambio", secondo lavoro auto prodotto, con un live in acustico intimo ed emozionante in preparazione. I suoni duri del disco sono una versione aggiornata di quel panorama anni '80, con gli otto brani che si susseguono legati l'uno al successivo, in un racconto musicato.

Si parte con “Tra Lecce e Nardò”, che descrive il primo sciopero autorganizzato di braccianti stranieri a Nardò, in provincia di Lecce, nel luglio 2011. “Lo scambio”, che dá il titolo all'album, del binario che la vita spesso ci presenta piuttosto che lo scambio salute/lavoro. “La spiegazione” rimarca la discriminazione di genere. “L'errare”  nel riflettere la tragedia di Lampedusa, ricorda chi ancora oggi, come i Gastarbeiter di Wolfsburg, é costretto ad emigrare. “6 politico” è intrisa di visioni adolescenziali negli anni di piombo. “Paga Bobo” dedicata ad un sindacalista e ai componenti di un coordinamento di disoccupati condannati per aver manifestato reclamando un posto di lavoro. Chiude “Ghiaccio”, perché c'è un tempo anche la leggerezza delle origini.


giovedì 18 giugno 2015

Giancarlo Serafino al FV







Giovedì 18 giugno, dalle 19.30, al Fondo Verri la poesia di Giancarlo Serafino, con l’autore Elio Scarciglia, Maurizio Nocera e Annamaria Colomba presentano “D’incondizionato amore” Terra d’Ulivi edizioni. Scrive Serafino: “I versi di questa raccolta son nati “dispersi”, scaglionati nel tempo: hanno accompagnato parte della mia crescita personale da un punto di vista spirituale e laico. Sono un uomo che non “crede” per fede, ma anche un uomo aperto a tutte le possibilità di conoscenze, per cui lo studio, la ricerca e non ultima una logica intuitiva e deduttiva mi hanno spinto a curvarmi su questioni per alcuni versi metafisiche, ma per altri molto molto umane. Una risposta che per me non rappresenta più nessun dubbio è che l’Amore costituisce il collante che governa l’Universo e lega il singolo al Tutto e nel Tutto si legano i singoli tra di loro e con l’Universo. Da questa considerazione, per niente astratta se hai sensi ed antenne indirizzate verso il cielo e la natura, nasce la mia “purissima“ religiosità, per chi vuole panteistica ed immanente, ma soprattutto cresciuta sul rispetto per ogni piccola emanazione di Dio, la Terra e l’Essere in ogni sua sfaccettata variabilità. “D’incondizionato amore “ -per così dire- è un terreno in cui si annotano tutte le mie tracce del percorso spirituale nel confronto con la vita, la morte, l’aldilà, la natura dell’anima e dello spirito, la reincarnazione. Il punto di partenza di questa ricerca è la consapevolezza che come Essere Pensante ho il dono di far “esistere” Dio ed ogni Sua Emanazione. Io piccolo solco nell’Infinito posso pensare Dio e dare senso al Tutto, che tale non potrebbe essere nello specchio degli occhi dell’animale; Io quindi ho in me quella “goccia” di divinità che si riproduce nel pensiero, parte del Tutto che non può morire, perché non è materia, ma è Mente che sperimenta la materia a testimoniare che il limite del corpo non è altro che il limite di una “esperienza”, non il limite della Mente che è qualcosa di più vero e vitale, perché emanazione (non creazione) di Dio; dal mio punto di vista laico tutto è in Dio e niente si può contrapporre a Dio: creare è porsi fuori di Sé come “altro” e ciò non  ha senso in un Tutto, come non ha senso nessuna entità maligna che possa contrapporsi all’Amore che è la Legge che tiene stretto il Principio Unico. Detto questo sta poi nel libero arbitrio individuale (ma anche sociale), a selezionare esperienze buone e meno buone, ma tutte necessarie alla “crescita” dello Spirito.