Domenica 26 marzo 2017, alle 19.00, al Fondo Verri, a Lecce in via
Santa Maria del Paradiso, il Presidio del Libro di Lecce in collaborazione con
AMA Accademia Mediterranea dell'Attore presenta “Cedi la strada agli alberi –
Poesie d’amore e di terra” raccolta di versi di Franco Arminio edita da
Chiarelettere.
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La copertina del libro edito da Chiarelettere |
Franco
Arminio ha raccolto in “Cedi la strada agli alberi –
Poesie d’amore e di terra” edito da Chiarelettere una parte della sua
sterminata produzione in versi. Ma non è un’antologia, è un’opera antica e
nuova, raffinata e popolare, un calibrato intreccio di passioni intime e
passioni civili.
La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete.
La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete.
I versi di
Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e cura, con l’obiettivo di
arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La
sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico,
una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo
dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è
quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”.
Franco
Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato una
ventina di libri. Ricordiamo, tra gli altri, "Vento forte tra Lacedonia e
Candela" (Laterza), "Terracarne" (Mondadori), "Cartoline
dai morti" (Nottetempo) e "Geografia commossa dell’Italia
interna" (Bruno Mondadori). Si
occupa anche di documentari e fotografia. Come paesologo scrive da anni sui
giornali e in Rete a difesa dei piccoli paesi. Attualmente è il referente
tecnico del Progetto Pilota della Montagna Materana nell’ambito della Strategia
Nazionale per le Aree Interne. Ha ideato e porta avanti La casa della
paesologia a Trevico e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.