domenica 11 ottobre 2020

La poesia di Stefania Ruggieri per il Bazar

Biblioteca Bernardini // Polo Bibliomuseale di Lecce Fondo Verri Presidio del libro di Lecce



Giovedì 15 ottobre 2020, ore 19.30 *
Stefania Ruggieri, “Ogni possibile preghiera”
con una nota di Paola Leone
Collettiva edizioni indipendenti

«Ho visto solo alcune cose
da qui da questa stanza
da questa casa a debita
distanza non più di così»

«Una scrittura piena di stati d’animo, di emozioni, una scrittura che si muove in diverse direzioni», scrive Paola Leone nella nota che chiude Ogni possibile preghiera. «Proprio come il mare, i suoi versi si infrangono sugli scogli a volte adagio altre in maniera irruenta, e non c’è scampo, ormai leggendo divento acqua e mi lascio attraversare dalle sue intime parole, che a volte sembrano distanti, altre vicinissime. (...) In alcuni versi Stefania sembra parlare a qualcuno, parlare con altro da sé, non importa che sia una persona in carne ed ossa o un’entità senza corpo, l’importante è farsi ascoltare, dire, quasi un urlo educato il suo, perché qualcuno può ascoltare, aiutare, essere presente anche se distante “chiudimi dentro parentesi graffe chiudimi non importa se rimango da sola chiudi anche senza la chiave mi terrò d’occhio in ogni momento”. I fatti di cronaca così come l’immaginazione si alternano nella poesia di Stefania, come i suoi pensieri su quello che accade si amplificano. Nei suoi 17 crash, è un continuo parlare con se stessa, trovare soluzioni patafisiche alle mancanze, ai dolori, alle brutture, alla realtà e perfino ai suoi stessi scritti».

Stefania Ruggieri (1963), meridionale di Puglia. Una laurea in Economia con esperienza lavorativa nei settori acciaio e moda. Insegnante. Ha pubblicato i libri di poesia Rosso di fragola (Congedo, 1994), Sotto un sole che mai muore (MilellaSpaziovivo, 2013), L’anima (pulcinoelefante, 2017), La luce non è spenta il varco non è attivo (Lietocolle, 2019). Alcune poesie sono apparse su Nuovi argomenti.

* Nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento
e il contrasto della diffusione del Covid 19 l'ingresso in Piazzetta
sarà limitato a 50 persone.
Info e prenotazioni al n° 0832 373576

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Polo Bibliomuseale di Lecce con “Extra Convitto, più lib(e)ri in piazza”, con il Fondo Verri Presìdio del libro di Lecce, per l’edizione 2020 del “Bazar banco degli autori e dei poeti”

mercoledì 7 ottobre 2020

Il pensiero sulla contemporaneità di Marco Petroni al Convitto Palmieri


Il Fondo Verri, Presìdio del libro di Lecce presenta nel Chiostro della Biblioteca N. Bernardini in Piazzetta G. Carducci, a Lecce,

venerdì 9 ottobre 2020, alle ore 19.30, il saggio di Marco Petroni, “Il progetto del reale Il design che non torna alla normalità”, Postmedia books. Dialogano con l’autore Mauro Marino, Franco Ungaro e Francesco Scasciamacchia.

L'emergenza sanitaria del Covid ha messo in rilievo criticità e precarietà del nostro quotidiano; in che maniera risponde il design? Come affrontare le tensioni esistenti tra le solitudini tecnologiche dell'individuo contemporaneo, e la materia viva del pianeta, ferito a morte dall'economia capitalista? Domande che scorrono tra le pagine di questo libro nel tentativo di accordare il mondo del progetto con le ineludibili questioni del nostro tempo. Una mappatura di spazi, esperienze, visioni unite dall'obiettivo comune di creare altri mondi possibili sempre più necessari per la sopravvivenza del pianeta. Entra in gioco anche l'azione politica vissuta come pratica/progetto attraverso cui I'essere umano conferisce senso alla sua esistenza. Contro una riduzione del design a un'analisi di risultati oggettuali su varia scala o come infrastruttura migliorativa dei contesti si dà vita a domande che interrogano nel profondo la natura di questa disciplina ridefinendo i confini e le implicazioni con altri ambiti. Le parole chiave per orientarsi in questo intreccio complesso di questioni sono: spazio pubblico, conoscenza, rivoluzione.
*Nell’ambito delle iniziative promosse dal Polo Bibliomuseale di Lecce con “Extra Convitto, più lib(e)ri in piazza”.
Nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento
e il contrasto della diffusione del Covid 19 l'ingresso in Piazzetta
sarà limitato a 50 persone.
Info e prenotazioni al n° 0832 373576

La poesia di Annamaria Nuzzo


 

Il Fondo Verri, Presìdio del libro di Lecce presenta il primo degli incontri di Ottobre per l’edizione 2020 del “Bazar banco degli autori e dei poeti”.
Chiostro della Biblioteca N. Bernardini
in Piazzetta G. Carducci, a Lecce
Giovedì 8 ottobre 2020, ore 19.30
Anna Maria Nuzzo, “Ti ricordi il biancospino”, Spagine
Dialoga con l’autrice Maurizio Nocera.
C'è la pasta di una memoria antica che lievita nei versi senza titolo di Annamaria Nuzzo nella raccolta “Ti ricordi del biancospino?”. Quel domandare del biancospino ha la stessa "nostalgia" di Pasolini per le lucciole. Ciò che manca strazia, rinnova la ferita e tutto appare monco nel dimenticatoio del nostro infausto Tempo. "L'unica speranza di salvezza è la fuga" scrive Anna Maria nella Poesia 11. Una "fuga" virtuosa è quella prospettata: un "Viaggio senza meta / quello nell'immaginario", l'unico capace di accogliere il sentire per intero la vita, frontalmente, per farne poesia, comunicazione profonda, incontro con l'altro. Nella sua poesia c’è cielo, mare, vento, silenzio, frammenti di care memorie, adesioni, amori. C’è pace e c’è pure afflato di una nuova umanità che vuole sopravvivere all’inesorabilità della determinatezza della vita. Nella sua poesia non ci sono parole di odio, non di disprezzo, non di distinguo, ma affetti che si possono cogliere come frutti maturi da un albero del tempo sempre verde. È difficile distillare solo alcuni versi da queste liriche elencate nei titoli da una rigida numerazione aritmetica: sono tutti belli, dolci, avvolgenti, suadenti, amabili ninne nanne che ti aiutano a risanare le ferite della mente. Poesie che scorrono libere e senza vincoli nell’animo di chi le legge.
Anna Maria Nuzzo, salentina, laureata in fisioterapia, da sempre amante dell’arte, ha scelto la poesia come espressione della sua personalità.
Nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento
e il contrasto della diffusione del Covid 19 l'ingresso in Piazzetta
sarà limitato a 50 persone.
Info e prenotazioni al n° 0832 373576
Nell’ambito delle iniziative promosse dal Polo Bibliomuseale di Lecce con “Extra Convitto, più lib(e)ri in piazza”,

martedì 22 settembre 2020

Calogiuri e Tornesello, una serata in giallo per il Bazar


 

Mercoledì 23 settembre  2020, Chiostro ex Convitto Palmieri    

Ore 19.30, Giuseppe Calogiuri, Indelebile, Musicaos

Uscito a giugno per Musicaos Editore, Indelebile, ultimo romanzo in ordine di tempo dello scrittore, avvocato, giornalista e musicista leccese Giuseppe Calogiuri, è un giallo sui generis, dove non mancano né il morto ammazzato, in maniera crudelissima tra l’altro, né la necessaria suspense, ma in cui le classiche fasi investigative rimangono quasi sempre solo sullo sfondo.

“Il clima elettorale è entrato nel vivo della competizione e i due avversari, Lino Orefice e Giulio Piccinno, non fanno nulla per mascherare l’importanza che avrà ricoprire la poltrona di sindaco del capoluogo della piccola ma affollata provincia meridionale, che guarda a Roma per estendere l’influenza dei propri affari. Alle porte dei candidati si avvicendano collaboratori, faccendieri, postulanti e amici fidati: un caleidoscopio di tipi umani crudo e veridico, come ci ha abituati la scrittura di Giuseppe Calogiuri. Tuttavia un evento sanguinoso e inatteso sconvolgerà il ritmo della bagarre elettorale. Intrighi, corruzione, appalti, gli eventi saranno materia per giornalisti, inquirenti, giudici e, soprattutto, per Michelangelo Romani. Entrambi gli schieramenti proseguiranno la loro corsa sul piano inclinato delle indagini, dove ciò che appare e ciò che viene nascosto conviveranno, fino alla resa dei conti definitiva.” Terzo romanzo giallo uscito dalla fertile penna di Calogiuri, Indelebile tratteggia il vivacissimo microcosmo che normalmente ruota attorno alle elezioni amministrative di un Comune, in questo caso del Sud, ma che potrebbe trovarsi ovunque in giro per l’Italia. Ed è un microcosmo che potrebbe forse più propriamente definirsi verminaio, zeppo com’è di figure alquanto dubbie, amici degli amici, ricattatori, affaristi e profittatori, tutti impegnati a trarre il massimo vantaggio personale dalle elezioni che verranno fra poco. In mezzo, un integerrimo e severissimo Procuratore, ma soprattutto i giornalisti della stampa e tv locali, in primo luogo il mitico Romani, già protagonista di altri libri e altre avventure. Dalla loro collaborazione nascerà la svolta che permetterà, anche con un bel colpo di scena finale, di fare luce su alcune trame oscure e soprattutto sull’autore dell’efferato omicidio. Indelebile è denso di personaggi, le trame sono fitte e con molti riferimenti all’attualità. Calogiuri riesce da par suo a padroneggiare il tutto e a rendere benissimo certi ambienti e certe abitudini al malaffare, anche se qualche lettore potrebbe magari avvertire la mancanza di un maggior approfondimento psicologico. Ben scritto, interessante e certamente anche utile per capire ancora un po’ più a fondo perché nel “Bel Paese” c’è sempre troppo che non va come dovrebbe.

 

Ore 20.30, Francesco Tornesello, Gli zoccoli sul piatto, Musicaos

 Due eventi di sangue sconvolgono i giorni che precedono il Palio a Siena, dal 29 giugno al 3 luglio. Achille, il migliore tra i cavalli scelto per correre il Palio muore in uno strano incidente, durante la prima prova. Il secondo evento sarà ancora più terribile. Su entrambi indagherà il commissario Luca Martini, coadiuvato dal fedele ispettore Guido e dalla dottoressa Teresa Suma, sostituto procuratore. Il commissario Martini, grazie al suo intuito e anche all'aiuto provvidenziale dei suoi amici "esperti" di cose senesi, passate e presenti, cercherà di fare luce nella costellazione di indizi e piste da seguire, tra le ingerenze di massoneria e servizi segreti, in una girandola in cui i "poteri forti" si mescoleranno ai fatti criminosi della provincia. "Gli zoccoli sul piatto" unisce i pregi di un ritmo incalzante nel racconto ai modi informali, ma efficaci, di Luca Martini, portando sulla scena, per il lettore, un nuovo commissario.

 


Filippo e Nitti Capone, due poetesse per il Bazar al Convitto


Martedì 22 settembre 2020 // Due incontri di poesia nel Chiostro dell'ex Convitto Palmieri.

Ore 19.30, Fernanda Filippo, Emozioni in circolo, Musicaos

 "Fernanda Filippo - scrive Giusy Agrosì - compie un'operazione di svestizione completa, lasciandosi leggere fin dentro l'intimo suo, senza ritrosie. [..] La scrittura caratterizzata da un'architettura semplice e intellegibile, ci consente di muoverci fra le varie stanze della sua Anima e di non sentirci mai fuori contesto. [..] La capacità di comunicare profondamente le proprie emozioni consente alla Filippo di entrare nel dolore e nella rabbia del lettore. Ella si sottopone per prima a questa azione di scavo continuo, senza limitazioni e si mostra forte nella sua apparente debolezza [..] Se l'approccio iniziale consente di rilevare un linguaggio semplice ed immediato, il significato del testo poetico costringe contemporaneamente ad una interpretazione decisamente più profonda, in cui il flusso di coscienza cattura la comprensione e la complicità del lettore. [..] La Filippo si interroga sulla presenza della Poesia e sul ruolo del Poeta. [..] La sua poesia delinea in maniera equilibrata l'approccio necessario a comprendere il rapporto con se stessi e con gli altri, per contribuire alla costruzione di un mondo in cui si possano conciliare le libertà individuali nel rispetto reciproco."

Ore 20.30, Eleonora Nitti Capone, Primo fuoco, Musicaos

 Primo fuoco” è l’esordio poetico di Eleonora Nitti Capone. Una poesia che osserva il lettore come un animale in gabbia, in cui quello che avviene è un incontro singolare dove l’autrice ci rende, come lei, osservatori a distanza. Nei versi di Eleonora Nitti Capone c’è l’intenzione di ricucire un sentiero interrotto, mettendo in contatto le due dimensioni, si tratta di una sfida mediata dall’accettazione da parte dell’uomo di mettersi al margine rispetto all’animale, in quanto facente parte della barbarie. Si racconta di una mutazione storica nei rapporti tra l’uomo e la natura – Madre nutrice – abbandonata e vilipesa nei suoi viventi. Esiste un elemento titanico, un riferimento alla grandezza del divino, alla sua presenza nella natura; siamo dinanzi a un elemento al quale avremmo dovuto porgere l’orecchio, per ascoltare prima di un distacco totale, le avvisaglie di un disastro di là da venire. Eleonora Nitti Capone studia Lettere Classiche all’Alma Mater Studiorum e lavora con il teatro. Ha pubblicato la raccolta Maria dei Meschini e altre novelle (Oltretutto libri Editore 2018) e Sola Carthago in un’antologia (Insedicesimo Edizioni). E’ nata a Lecce nel 1998 e vive tra il Salento e Bologna. Primo fuoco, con alcune poesie da questa selezione, sarà pubblicato nel 2020 da Musicaos.